Napoli, guarire il mal di trasferta: la Champions passa da Torino

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Le 6 sconfitte del Napoli in campionato sono arrivate tutte fuori casa, con una striscia aperta di tre ko consecutivi lontano dal San Paolo: Udinese, Inter e Roma, che hanno azzerato durante un tormentato mese d’aprile le residue ambizioni degli azzurri nella lotta per lo scudetto. Ma adesso il mal di trasferta – un handicap ormai acclarato e impossibile da negare – rischia di complicare anche la rincorsa al secondo posto della squadra di Sarri: attesa domenica sera dai 90′ della verità sul campo del Torino, in una penultima giornata che s’annuncia cruciale per la qualificazione diretta alla Champions. Hamsik e compagni dovranno infatti invertire a ogni costo il trend disastroso dell’ultimo mese, in cui sono riusciti a limitare i danni solo con i successi conquistati a Fuorigrotta.

Al San Paolo, dove è imbattuto e ha messo insieme finora 15 vittorie e 3 pareggi (per un totale di 48 punti in classifica su 51), il Napoli è stato la migliore squadra della serie A e ha un bilancio nelle sfide interne superiore perfino a quello della Juve. Tutta un’altra storia in trasferta, dove il discontinuo gruppo di Sarri è partito subito malissimo (ko al debutto con il Sassuolo, a Reggio Emilia) e ha continuato a stentare per il resto della stagione: passando dalla resa di Bologna di dicembre, da quella di metà febbraio allo Juventus Stadium (nella notte dell’addio allo scudetto), al tris di batoste più recenti, che hanno certificato in maniera definita il “limite” degli azzurri. Fuori casa, dove va messa nel conto pure la resa di Villarreal, pagata con la prematura eliminazione dalla Europa League, le cose non vanno. I 28 punti in 17 partite non sono numeri da grande.

Il Napoli sarà costretto a lavorarci su, in vista della prossima stagione. Ma adesso conta solo la trasferta di domenica a Torino, in cui Sarri si gioca la Champions e deve trovare per forza il modo per mascherare il mal di trasferta: giocando per almeno 90′ con la stessa determinazione mostrata al San Paolo. Il tecnico si è messo al lavoro soprattutto sulla difesa, con le esercitazioni specifiche per il reparto a Castel Volturno.

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Napoli, guarire il mal di trasferta: la Champions passa da Torino
Gonzalo Higuain (agf)
NAPOLI – Le 6 sconfitte del Napoli in campionato sono arrivate tutte fuori casa, con una striscia aperta di tre ko consecutivi lontano dal San Paolo: Udinese, Inter e Roma, che hanno azzerato durante un tormentato mese d’aprile le residue ambizioni degli azzurri nella lotta per lo scudetto. Ma adesso il mal di trasferta – un handicap ormai acclarato e impossibile da negare – rischia di complicare anche la rincorsa al secondo posto della squadra di Sarri: attesa domenica sera dai 90′ della verità sul campo del Torino, in una penultima giornata che s’annuncia cruciale per la qualificazione diretta alla Champions. Hamsik e compagni dovranno infatti invertire a ogni costo il trend disastroso dell’ultimo mese, in cui sono riusciti a limitare i danni solo con i successi conquistati a Fuorigrotta.

Al San Paolo, dove è imbattuto e ha messo insieme finora 15 vittorie e 3 pareggi (per un totale di 48 punti in classifica su 51), il Napoli è stato la migliore squadra della serie A e ha un bilancio nelle sfide interne superiore perfino a quello della Juve. Tutta un’altra storia in trasferta, dove il discontinuo gruppo di Sarri è partito subito malissimo (ko al debutto con il Sassuolo, a Reggio Emilia) e ha continuato a stentare per il resto della stagione: passando dalla resa di Bologna di dicembre, da quella di metà febbraio allo Juventus Stadium (nella notte dell’addio allo scudetto), al tris di batoste più recenti, che hanno certificato in maniera definita il “limite” degli azzurri. Fuori casa, dove va messa nel conto pure la resa di Villarreal, pagata con la prematura eliminazione dalla Europa League, le cose non vanno. I 28 punti in 17 partite non sono numeri da grande.

Il Napoli sarà costretto a lavorarci su, in vista della prossima stagione. Ma adesso conta solo la trasferta di domenica a Torino, in cui Sarri si gioca la Champions e deve trovare per forza il modo per mascherare il mal di trasferta: giocando per almeno 90′ con la stessa determinazione mostrata al San Paolo. Il tecnico si è messo al lavoro soprattutto sulla difesa, con le esercitazioni specifiche per il reparto a Castel Volturno.

Tenere inviolata la porta di Reina significherebbe infatti risolvere (o quasi) il problema. In attacco gli azzurri (100 reti segnate in stagione) hanno molte più certezze, a cominciare da Higuain. È suo l’ultimo gol realizzato fuori casa, il 3 aprile a Udine. Più di un mese fa. È tempo di sfatare il tabù: ora o mai più.

La Repubblica