Napoli, De Laurentiis: “In ritiro fino a quando non si cambia rotta”

212796 presentazione del calendario di calcio serie A 2011/2012

Rafa Benitez appare stravolto davanti alle telecamere. L’eliminazione dalla Coppa Italia aggrava la crisi del Napoli, retrocesso al sesto posto in campionato e ora non più in corsa su tre fronti. Aurelio De Laurentiis si è diretto negli spogliatoi a fine gara, sicuramente contrariato: “Nessuno è contento”, spiega Rafa. Intanto, però, il presidente del Napoli annuncia: “Ho deciso che da domani e fino alla fine della stagione se non si cambia rotta la squadra starà in ritiro. Si deve cambiare registro e avere rispetto per i tifosi e la società. È una decisione mia”.

AUTODIFESA — “Al Napoli è mancato solo il gol – dice Benitez alla Rai – Complimenti alla Lazio, ma abbiamo avuto 7 occasioni”. È un refrain continuo. Come il “Ci può stare” ripetuto più volte dopo la gara contro la Juve. Il tecnico del Napoli parla a monosillabi, risponde con garbo, ma di fatto evita le domande rifiutando la tesi di un Napoli in crisi: “Arrivare in semifinale di Coppa Italie e ai quarti di Europa League non significa non aver fatto bene, gli episodi delle ultime partite li abbiamo visti tutti, siamo dispiaciuti al 100%. Non si può dire che la stagione è insufficiente: la squadra ha creato tantissimo”.

Gianni Di Marzio, negli studi Rai, lo accusa di avere la testa altrove, ma lui non ci sta: “Penso alla Fiorentina, poi parlerò con De Laurentiis”, si limita a dire: “Risultato minimo? Dipende da dove si parte: vediamo cosa succede. Quando si sbagliano 7 occasioni siamo tutti responsabili: bisogna far gol. Soprattutto nelle ultime partite la squadra avrebbe meritato di più. Vincere dopo 26 anni la coppa mi sembra positivo, non vedo alcun obbligo di vincere l’Europa League”. E quando gli fanno notare che Napoli ha vissuto anche l’era Maradona, quasi si stizzisce: “Quanti anni fa?”. Sembra passato tanto tempo anche dal trionfo in Coppa Italia della scorsa stagione: ormai Benitez sembra davvero a un passo dall’addio.

La Gazzetta dello Sport