Napoli, De Laurentiis blinda Sarri: “Il contratto? Può durare cinque anni”

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Un feeling speciale. Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri viaggiano a braccetto. L’intesa è uno dei segreti del Napoli che vuole stupire. Il patron si è esposto personalmente per quanto riguarda la scelta del nuovo allenatore e adesso comincia a godersi i frutti di un gruppo che non si pone limiti in ottica campionato. “Non mi sono mai preoccupato -ha spiegato il presidente – dell’avvio. Era normale che ci potesse essere qualche problema quando cerchi l’amalgama”. Ora il Napoli sembra una macchina perfetta. E ha trovato un pilota consolidato. Qualcuno spinge già per il rinnovo del contratto di Sarri, in scadenza a giugno. De Laurentiis, però, fa chiarezza e svela la situazione relativa all’allenatore. “Ho usato -ha detto a Tiki Taka- la formula che spesso adotto nel cinema. Sarri ha firmato un impegno annuale, ma ci sono opzioni di prolungamento fino a cinque anni. Devo esercitare la prima entro aprile”.

Difficile, dunque, che De Laurentiis si faccia scappare il tecnico che ha voluto fortemente. “Ho avuto più possibilità. Ho provato prima con Klopp, poi con uno spagnolo (Emery del Siviglia, ndr) per continuare il processo cominciato con Benitez. In Italia mi piaceva il carattere di Mihajlovic, ma al secondo incontro ho avuto qualche dubbio. Sinisa mi ha ‘rimproverato’ di essere sparito per due settimane e ho avuto la sensazione di dover stare a disposizione 24 ore su 24. Ho tanti impegni e per me è impossibile, quindi ho scelto un professore umile come Sarri. Mi piace non solo per il suo curriculum sportivo, ma anche per i suoi interessi: è uno che legge. Ora ho soltanto una sfida da vincere, vorrei che smettesse di fumare. La tuta? Gli stereotipi non mi sono mai piaciuti, meglio lui che tanti tecnici che indossano completi e non sanno portare neanche una cravatta. A Benitez avevamo fatto l’abito su misura, ma lui si lamentava perché non riusciva ad essere libero nei movimenti. Meglio l’approccio di Sarri, dunque”.

I tifosi ora sognano. “Non posso impedirgli di pronunciare la parola scudetto. Io devo restare con i piedi per terra. Insigne? Avevamo bisogno di un fattore napoletano per la nostra squadra. Sono contento: lui e Higuain si intendono alla perfezione”. La chiusura è dedicata alle prossime sfide: “Nei prossimi mesi dobbiamo pensare allo stadio, ma anche alla costruzione di un centro per il vivaio. Sto individuando assieme alla Regione un’area di 20 ettari per costruire dieci campi da calcio e un piccolo albergo per i ragazzi che abitano lontano”.

La Repubblica