Napoli-Bilbao è già una svolta. Per De Laurentiis

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Napoli L’attesa e’ grande. L’Athletic Bilbao, fa paura. Il Napoli dell’uomo di Coppe, Rafa Benitez, teme il preliminare di Champions League con gli spagnoli, arrivati quarti in campionato, dietro ai campioni dell’Atletico Madrid, i campioni della Decima del Real Madrid e l’eterno Barcellona. I tifosi rumoreggiano per una campagna acquisti mai decollata e accusano il padrone, Aurelio De Laurentiis di taccagneria. Insomma, vorrebbero che Dela investisse di piu’ in campioni gia’ affermati (che invece non sono arrivati) per fare il salto di qualita’ e puntare allo scudetto (obiettivo dichiarato pubblicamente da De Laurentiis durante il ritiro di Dimaro) e nell’Europa che conta. Nell’amichevole di lusso contro il Psg (persa 2 a 1) le prime, forti avvisaglie, contro il produttore cinematografico, apertamente contestato assieme a Cavani, accusato dagli ultras di “alto tradimento”. Domani, contro gli spagnoli la contestazione potrebbe dilagare.

Ma, nonostante i malumori (eufemismo), domani sera il San Paolo sara’ ancora pieno o quasi. La prevendita ha fatto boom ma si prevede che alla fine in sessantamila riempiranno curve e tribune. È ovvio però che il calore di uno dei pubblici piu’ appassionati d’Italia, potrebbe anche trasformarsi in una bolgia contro la dirigenza azzurra nel caso di una mancata vittoria di Higuain e compagni oppure dinanzi a una nuova prova deludente della squadra di Benitez che, al momento, sembra fuori dal mirino dei delusi.

A provare a fermare il dissenso ci prova il napoletano Lorenzo Insigne che si autopromuove “arma letale” contro il Bilbao. Vedremo. Ma la delusione dei tifosi resta comunque forte. Il top player che sognavano non e’ arrivato. Inoltre temono che, come gia’ avvenuto per Lavezzi e Cavani, anche Higuain venga ceduto, non quest’anno ma l’anno prossimo. Comunque basteranno i media, soprattutto televisivi, seguitissimi dai tifosi, a fare da cuscinetto tra i contestatori e un presidente (troppo protetto dalla pseudo critica) mai amato, da molti soprannominato AurEuro, ritenuto troppo imprenditore e poco tifoso, con il conto in banca al posto del cuore.

IL GIORNALE