Napoli-Atalanta 2-1: Higuain fa doppietta, Sarri non molla il 2° posto

HIGUAIN_GONZALO

Maurizio Sarri resterà a Napoli, almeno nelle intenzioni del club azzurro, a prescindere dal piazzamento finale in campionato. Intanto, però, ha compiuto un altro passo in avanti verso il secondo posto. Battuta l’Atalanta di Reja a Fuorigrotta, adesso restano altre due partite da vincere prima di approdare direttamente in Champions. La Roma in casa del Genoa aveva messo ulteriore pressione agli azzurri che in un San Paolo poco affollato (De Laurentiis ha discusso della ristrutturazione dello stadio con il Comune poco prima della partita che poi ha visto di fianco al sindaco De Magistris), sono stati bravi a venire a capo di una avversaria ostica.

CI PENSA HIGUAIN — Sarri andava di titolarissimi, Reja privo di mezza linea difensiva fa esordire il giovane Djimsiti che si trova di fronte il capocannoniere Higuain. Quest’ultimo per batterlo sul tempo e segnare impiega appena dieci minuti. Troppa libertà concessa prima a Koulibaly e poi ad Hamsik per servire il Pipita alle spalle di Djimsiti. Botta secca e Napoli avanti in una gara che tatticamente però non cambia più di tanto con gli ospiti propositivi sulle fasce ma spesso infilati da Insigne alle spalle della mediana e talvolta pure dietro la linea difensiva (due le conclusioni dell’attaccante della Nazionale nel primo tempo). Reja punta forte su D’Alessandro, più veloce di Ghoulam, ma l’ex romanista sbatte spesso su Koulibaly che con Albiol divide il compito di francobollare Borriello. Il centravanti napoletano di nascita era poco assistito da Diamanti (suo un tiro alto al 42′) e così Reina non correva pericoli, a differenza di Sportiello impegnato pure da Allan al 32′.
SOFFERENZA FINALE — Rispetto al primo tempo, Reja riparte da Freuler (dentro per Diamanti) ma vede calare alla distanza D’Alessandro con Insigne che trova praterie dal lato di Masiello (poi impegnato anche da un effervescente Mertens) per impensierire Sportiello (come al 7′) o servire in profondità sia Higuain che Callejon. L’Atalanta si allunga e concede campo alle sgroppate di Allan (traversa clamorosa al 12′ dopo una frittata di Masiello e Toloi) ed Hamsik (premiato da Vinicio e Bruscolotti nel prepartita per aver superato le 400 presenze in azzurro). Il Napoli preme senza sfondare per via di qualche ricamo di troppo ed il chiaro desiderio di gestire le forze. L’Atalanta resta in partita più nel punteggio che nelle occasioni e così Reja si gioca la carta Monachello passando al 4-4-2. Mossa che sortisce l’effetto opposto perché Callejon approfitta del buco a sinistra per servire ad Higuain un pallone che deve essere soltanto colpito di testa in rete: detto fatto ed al 32′ il risultato è in ghiaccio con il 32esimo centro di Higuain (sempre più vicino ai 35 di Nordahl). L’Atalanta, però, ha ancora voglia di far vivere qualche brivido al pubblico del San Paolo con altri due subentrati, Conti e Freuler, che confezionano il gol del 2-1, provocato da un intervento in scivolata di Koulibaly dal quale scaturisce la deviazione decisiva di Albiol. Doveva soffrire il Napoli come dovrà soffrire per il secondo posto. La speranza azzurra è di finire, come contro l’Atalanta, con le braccia al cielo.

La Gazzetta dello Sport