Multe su Twitter, doppia bocciatura

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Bocciato twitter, bocciate le telecamere, bocciato lo street control . Avvocatura capitolina e ministero dei Trasporti non hanno dubbi. Per i divieti di sosta e i parcheggi in doppia fila serve il vigile in carne ed ossa. Niente sconti. La multa, infatti, va contestata immediatamente all’automobilista, come prevede il codice della strada. Si ridimensiona quindi il piano immaginato dal nuovo comandante generale della polizia locale, Raffaele Clemente, che aveva paventato la possibilità di usare gli occhi elettronici e twitter per semplificare il lavoro del vigile urbano. La prima nota è firmata dal Ministero dei Trasporti. Poche righe per spiegare che i sistemi di videosorveglianza, ovvero le telecamere (implicitamente anche lo street control, se non verbalizzato da un agente sul posto) mentre possono essere idonei a dimostrare l’avvenuta violazione, «non risultano tuttavia adatti a dimostrare l’assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo circostanza che può essere accertata solo dall’intervento diretto dagli organi di polizia stradale e pertanto non risulterebbe giustificata la contestazione non immediata». Una scelta contraria potrebbe aprire migliaia di contestazioni a giudice di pace e prefettura, che a Roma rischierebbero di intasare, o peggio mandare in tilt, gli uffici.

IL VADEMECUM
La segnalazione di un illecito da parte di privati, invece, spiega l’avvocatura capitolina, «ove contenga elementi dettagliati quali giorno, mese, anno, ora e luogo preciso», oltre alle generalità di colui che ha contestato il presunto illecito e sia circostanziata ad esempio con l’indicazione di testimoni, «obbliga comunque gli agenti ad attivarsi per verificare la fondatezza della stessa». Che tradotto significa che l’agente deve verificare di persona la mancanza dell’automobilista, o l’impossibilità di identificarlo. Pena l’annullamento del verbale in sede amministrativa. Ed è proprio questo il tenore della circolare inviata a tutti i comandi di Roma dal vicecomandante, Diego Porta.
«L’accertamento quindi, si perfezionerà solamente a seguito del completamento di tale attività – continua l’avvocatura – poiché il riconoscimento della responsabilità a carico del destinatario della sanzione amministrativa pecuniaria non può che avvenire sulla base di circostanze accertate direttamente dall’agente». L’Avvocatura, quindi, sottolinea la palese illegittimità di un verbale redatto sulla sola base delle dichiarazioni rese dal cittadino senza che per la verifica e la fondatezza delle stesse sia stata effettuata apposita attività istruttoria.

PALMARI ALL’ORIZZONTE
Per la doppia fila e i divieti di sosta, quindi, per ora torna il vecchio sistema del vigile a piedi armato di blocchetto e penna biro. Anche se all’orizzonte ci sarebbe già una nuova idea. Quella di dotare gli agenti di palmari in grado di fare multe immediatamente e di stamparle su carta. Ovviamente collegandosi alle banche dati di Pra e Ania per verificare sul posto anche gli estremi del titolare dell’auto e la copertura assicurativa.

IL MESSAGGERO