Mourinho: “Chelsea, in un minuto s’è deciso tutto”

MOURINHO

José Mourinho deve digerire un boccone amarissimo. Quarta semifinale consecutiva di Champions League persa, lui che sin qui è arrivato ben 8 volte. Il suo Chelsea lascia con l’onore delle armi. E Mourinho si congeda dalla Champions facendo i complimenti a Simeone e all’Atletico Madrid.

ONORE AL CHOLO — Mourinho parte con un rammarico: “L’Atletico ha vinto una partita decisa in un minuto: nel giro di quel tempo c’è stata una grande parata del loro portiere e subito dopo è arrivato il rigore del 2-1. A quel punto per noi è diventato impossibile recuperare, dal punto di vista psicologico siamo andati in difficoltà. Sul rigore è finita la partita”. Poi, però, l’onore delle armi a Diego Simeone: “Loro hanno controllato la partita una volta andati in gol. Da quel momento non è stato possibile riprendere in mano il gioco, non ne siamo stati capaci. Credo che nel primo tempo l’approccio alla gara fosse lo stesso per entrambe le squadre in campo. Sull’1-1 la partita era ancora in bilico. Poi due dettagli hanno deciso tutto: la grande parata di Courtois e il rigore del 2-1. L’Atletico ha dimostrato di avere più capacità di saper gestire il match e controllare la palla. Noi non siamo mai riusciti a controllare la partita come hanno fatto loro dopo il nostro vantaggio. L’Atletico è una grande squadra, una squadra vera, una squadra organizzata: non poteva essere facile. Il Chelsea era pronto, sapevamo di essere pronti, così vicini a una finale non puoi non essere pronto. E tutti i miei giocatori erano pronti. Oscar era in panchina pur essendo infortunato, Eto’o è entrato in campo pur non essendosi potuto allenare a dovere. Ok, abbiamo perso, ma abbiamo perso con una buona squadra e avendo dato il massimo”.
E ORA? — Il futuro è Premier League per Mou, finale madrilena a Lisbona. Il tecnico portoghese (altro rimpianto, una finale da giocarsi in Portogallo…) dice: “Non ci sono favoriti, spesso la Champions regala delle sorprese. Sia l’Atletico sia il Real meritano la finale. Ora noi stiamo costruendo il futuro, abbiamo bisogno di due-tre giocatori, non di cambi drastici: cercheremo di fare meglio di quest’anno, sapendo che comunque siamo ancora matematicamente in corsa per la Premier, che non credo vinceremo, e che siamo arrivati ad una semifinale di Champions dopo che l’anno scorso il Chelsea era in Europa League”.
GAZZETTA DELLO SPORT