Mou umilia l’Arsenal, non ci resta che il Clasico

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Arsene Wenger aveva indossato il vestito buono, con cravatta rossa, per festeggiare le sue mille panchine con l’Arsenal. Josè Mourinho, l’ingrato, gli ha lanciato in faccia sei torte in una volta sola, il Chelsea ha ridicolizzato i favolosi Gunners e Wenger, con il passare dei minuti e dei gol, sembrava mister Bean. In verità il protagonista del pomeriggio londinese si chiama Andre Marriner, arbitro Fifa e bisognoso di occhiali. Marriner si è accorto in ritardo di un clamoroso fallo di mano di Oxlade-Chamberlain che si è tuffato come un portiere per evitare l’ennesimo gol nella porta dell’Arsenal. Ha fischiato il rigore e poi ha sbagliato persona e ha espulso Kieran Gibbs che nulla aveva a che fare con l’episodio. In Inghilterra non hanno voluto sperimentare gli arbitri di porta ma soltanto l’occhio di falco, va da sé che l’episodio di ieri, commentato da Mourinho «Serve un monitor davanti al quarto uomo», sta provocando reazioni fortissime. Tranquilli, Marriner non figura nella lista degli arbitri per il mondiale, probabilmente ha concluso ieri la sua stagione anche in Inghilterra. La Premier League ha comunque ritrovato il suo «Special One» che recita un ruolo nuovo, stuzzica, provoca, ieri Wenger, l’altro ieri Pellegrini, sapendo che il Manchester City di quest’ultimo, potrebbe molestarlo nella corsa al titolo, staccato come è di sei punti ma con due partite da recuperare, così come il Liverpool di Luis Suarez che ieri stava sbandando con i gallesi del Cardiff (2-1) ma poi ha ribaltato il film (3-6).

Mourinho e Guardiola ripetono le loro sfide spagnole in campi diversi, il portoghese, appunto, in Inghilterra e lo spagnolo in Germania, la Bundesliga è un gioco bavarese, il Bayern rinvia di qualche minuto l’ennesimo trionfo, è detentore di tutto in Germania, in Europa e nel mondo e si appresta a conquistare il 24° campionato, senza il suo presidente al gabbio per evasione. In Francia quelli del Paris Saint Germain proseguono la loro disneyland, Ibrahimovic ha segnato finora 40 gol in 41 partite, scusate se è poco, e aspetta la sfida di champions con il Mourinho suo ex badante a Milano. Ma il bello arriverà stasera con «el clasico» Real Madrid-Barcellona, probabilmente ultimo treno per i catalani staccati di quattro punti dalla capolista guidata da Ancelotti, con l’Atletico di Madrid che potrebbe approfittare della sfida dovendo affrontare l’ultima in classifica, il Real Betis di Siviglia. Tra Madrid e Barcellona non è soltanto calcio, ci sono storie maligne di denari, accuse e illazioni sull’acquisto di Neymar e la cessione di Villa, soldi non tutti chiari. I catalani hanno montato un caos politico diplomatico contro Platini e Figo. Il primo è stato accusato di volere una finale europea tra Real Madrid e Bayern di Monaco, il secondo sarebbe colpevole di un sorteggio «pilotato» che ha messo il Barcellona nei quarti di finale contro l’Atletico di Madrid di Simeone. Come potete capire tutto il mondo è paese, anzi pais.

IL GIORNALE