MotoGp: Pedrosa sbaglia e si scusa Da Iannone non una parola per Dovizioso

Pedrosa

La trasferta texana ha portato i previsti 25 punti a Marc Marquez. Ecco, questo può essere l’unico dato scontato della gara di Austin che per il resto è stata piena di sorprese. Purtroppo non tutte positive. La caduta di Rossi – evento che in gara si verifica col contagocce – e l’errore di Pedrosa che centra ancora una volta l’incolpevole e sfortunatissimo Dovizioso non erano davvero pronosticabili allo start. Sono entrambe situazioni di gara, di quelle che piloti navigati come Vale e Dani hanno già affrontato diverse volte nella loro carriera e che permettono di scorgere la personalità dell’uomo, oltre che il valore del pilota. Rossi saprà sicuramente riprendersi ed affrontare le prossime gare con determinazione e fiducia. Lo fece il primo anno in Ducati, quando toccò terra ben 12 volte in stagione, lo farà a maggior ragione ora che ha una Yamaha che sente sua e che a Jerez può portarlo sul podio.

Pedrosa, invece, di che pasta è fatto l’ha dimostrato già pochi istanti dopo l’errore e la caduta, andando immediatamente a sincerarsi delle condizioni di Andrea Dovizioso prima di riprendere la moto per provare a raggranellare qualche punto. Rientrato definitivamente ai box, a gara ancora in corso, Dani si è diretto verso il box Ducati per scusarsi ancora col Dovi e per accertarsi nuovamente che stesse bene. Un comportamento attento, responsabile e signorile, a cui ha fatto da contraltare un altrettanto signorile Dovizioso che non solo ha accettato le scuse, ma ha dimostrato comprensione per un errore di guida –una staccata tirata oltre il limite- in cui lui stesso era appena incappato. Per trovare Pedrosa coinvolto in un episodio simile bisogna tornare indietro di 10 anni, precisamente all’Estoril 2006, quando con una dinamica simile Dani falciò il suo compagno di team Nicky Hayden, rischiando di comprometterne la caccia al titolo, poi arrivato rocambolescamente a Valencia. In quella occasione Pedrosa si comportò come con Dovizioso, profondendosi in scuse immediate e sincere che calmarono rapidamente un Hayden inizialmente furioso.

Impossibile non ripensare al GP di Argentina e ricordare la reazione di Andrea Iannone dopo l’incidente col suo compagno Dovizioso. Anche in Argentina ci sono state parole di scusa da parte di Iannone, ma arrivate tardi e forse non profondamente sentite. Dopo il terzo posto di Austin il più giovane degli Andrea di Ducati aveva la possibilità di tornare sull’argomento a fine gara e spendere dal parco chiuso parole di conforto per il suo compagno, invece non abbiamo sentito nulla. Né una parola sulla sfortuna ritoccata a Dovi né, tantomeno, una dedica di questo podio bello e fortunato. Forse Iannone rimedierà nelle interviste di fine giornata, quando sarà più sereno e distaccato, ma rimarrà un’occasione persa per Andrea che poteva dimostrarsi pilota grintoso e determinato e al contempo persona sensibile e sinceramente attenta alla qualità dei rapporti con i suoi colleghi/avversari. Quel pilota simile ad un cavaliere senza macchia che spesso ci è stato proposto dalle parole altisonanti del Dottor Costa e che lo stesso Costa ha detto essere in via di estinzione, tanto da invogliarlo ad allontanarsi dalle gare.

Qualcuno potrà pensarla diversamente: ritenere Pedrosa e i piloti “signori” come lui, Hayden, Dovizioso e altri, semplicemente troppo buoni e poco grintosi. Può essere, ma ricordiamoci che Pedrosa dopo quell’incidente del 2006 è rimasto in HRC altri dieci anni e vi rimarrà ancora. In Ducati, a fine anno, dei due Andrea ne rimarrà con tutta probabilità uno solo. E i criteri di scelta dei giapponesi della Honda potrebbero non essere troppo diversi da quelli dei bolognesi di Ducati.

Corriere della Sera