MotoGP Motegi, fulmine Pedrosa; Rossi gran 2° vola a +18 da Lorenzo

Valentino Rossi

Non vince, ma è come se lo avesse fatto. Rossi è splendido 2° – 14° podio su 15 gare stagionali – a Motegi e allunga a +18 nel mondiale su Lorenzo, solo terzo, affondato ancora una volta sul bagnato dopo 18 giri da leader e poi in crisi totale di gomme con l’asfalto che si asciugava. A trionfare è Pedrosa, dimostrando che quello di Aragon non è stato un lampo isolato. Dani vince sorprendendo tutti e risalendo da metà gara in poi con un gran ritmo e una Honda che è riuscita ad emergere alla distanza sull’asfalto umido della pista giapponese mentre le Yamaha hanno avuto grossi problemi di gomme con la pista sempre più secca. Pedrosa si mette alle spalle non solo Rossi, come ad Aragon, ma anche Lorenzo, ritrovando un successo che gli mancava dalla gara di Brno dell’anno scorso e raggiungendo quota 139 podi in carriera, come il connazionale Angel Nieto.
ROSSI VINCE SU JORGE — La sfida diretta Lorenzo-Rossi, tanto attesa dopo le qualifiche che avevano messo Valentino al fianco del maiorchino in griglia, si vede solo nel finale. Anzi nemmeno. Quando in piena crisi di prestazione si vede raggiunto da Rossi, Jorge commette un errore, un dritto, con cui consegna al rivale il 2° posto, e 4 punti, che in realtà pesano come 8, molto pesanti nella loro volata iridata. Sempre a punti in stagione, come ha fatto solo Smith, la costanza è la base su cui Valentino sta edificando il titolo: ha trovato il suo ritmo, si è difeso, poi ha approfittato della situazione nel finale battendo il suo rivale diretto. Motegi, del ‘Trittico’, era la pista preferita da Jorge, ma adesso si va in ‘trasferta’ sui prati di Phillip Island e Sepang dove Rossi ha una collana di successi da far invidia a quelle hawaiane di fiori. Ed è lì che il pesarese avrà pianificato il suo affondo. Lorenzo con il bagnato non è fortunato: se la pioggia fosse rimasta costante il vantaggio che aveva conquistato nei primi due terzi di gara, anche oltre 3″, sarebbe stato sufficiente per vincere. Invece incassa un’altra sconfitta con Rossi che sfrutta sempre meglio di lui le variabili di gara. 4° Marquez, limitato dall’infortunio al dito, poi 5° Dovizioso e 6° Crutchlow. Brutta caduta nel finale per Pol Espargaro che sfora solo il guard rail in scivolata, senza per fortuna impattarci in modo diretto.
LA GARA — Al via scattano bene le Yamaha con Lorenzo che inizia a fare l’andatura su Rossi, incalzato da Dovizioso. Il ritmo di Jorge è impressionate, guadagna 7-8 decimi al giro e ha 1″6 al 2° giro, 2″5 al 3°, 3″ al 5° e 3″3 al 7° per poi stabilizzarsi e controllare Rossi. Al 9° giro scivola Petrucci, uno specialista, e all’11° la Ducati perde anche Iannone, alla prima ‘x’ stagionale. Da metà gara però inizia a risalire Pedrosa, che si libera di Dovizioso e va ad incalzare Rossi con il miglior passo sulla pista che si sta asciugando. Il sorpasso arriva a 9 giri dalla fine. Due tornate dopo è la volta di Lorenzo, che deve cedere senza resistenza, mentre ai box fanno scaldare, tardivamente, la sua seconda moto. A 5 giri dalla fine Lorenzo va lungo e deve cedere pure a Rossi. È la sua bandiera bianca. Per Motegi sicuro, per il titolo quasi.

La Gazzetta dello Sport