MotoGp, Dovizioso e i segreti di Valencia: “Una pista orribile”

motogp

A guardarla, la pista, sembra bellissima: si snoda in una specie di stadio e le moto sembrano davvero correre in mezzo al pubblico che così può seguire (quasi) ogni piega dal vivo. Eppure il circuito di Valencia è uno dei meno amati dai piloti di MotoGp perché è molto insidioso e i rischi di caduta sono enormi. Ce lo ha spiegato bene Andrea Dovizioso che raccontando il tracciato curva per curva non ha esitato a definire la pista “orribile”… Pur ammettendo il fascino di correre sempre davanti le tribune: la configurazione del circuito crea un ambiente unico, dando al pubblico una spettacolare visuale dell’intera arena.

Il punto è che qui a Valencia le moto devono affrontare le staccate con grandi angoli di inclinazione e questo aumenta enormemente la possibilità che la ruota anteriore “prenda sotto” come si dice in gergo, ossia perda aderenza e butti giù – senza possibilità di recupero – il pilota. E poi c’è quella maledetta curva 4 che arriva dopo un sacco di tempo ed è la prima che svolta a destra. La gomma in quel punto quindi non è pronta ad affrontare quello stress perché è stata sollecitata per tre volte – e duramente – solo dal lato sinistro. Possibile quindi brutte scivolate anche lì.

Il circuito della Comunità di Valencia, è nato nel 1999 ed lungo quattro chilometri con un rettilineo di 876 metri. E’ piccolo ma moderno, basti dire
che la struttura principale ospita quarantotto box e le lunghe tribune che circondano la pista come in uno stadio possono contenere oltre 150.000 spettatori. Un record.

Ma torniamo ai piloti: altro non possiamo dimenticare il fatto che su arriva qui dopo otto mesi e diciassette gare di battaglie dall’inizio del campionato in Qatar, quindi team e piloti sono stressati, tesi. E se a questo aggiungiamo tutte le polemiche del momento…

La Repubblica