Mosca: jet abbattuto da un caccia di Kiev Obama sfida Putin: non freni le indagini

OBAMA PUTIN

«Responsabilità diretta» così Barack Obama accusa Vladimir Putin. Ad abbattere il Boeing colpito mentre volava sull’Ucraina dell’Est sono stati i ribelli separatisti, e su questo il presidente statunitense non ha dubbi. Ma la Russia «ha una straordinaria influenza su questi separatisti». Aggiunge Obama: «La Russia li ha spinti, li ha addestrati, li ha armati». E fa riferimento esplicito alla fornitura dei sistemi anti-aerei, come quello che giovedì scorso ha abbattuto il Boeing, con 298 civili a bordo. Due terzi dei passeggeri a bordo erano olandesi, e questo ha aperto gli occhi all’Europa su quanto vicina sia questa guerra. «Purtroppo, i separatisti che controllano la zona continuano a ostacolare le indagini – sostiene ancora Obama -. Hanno ripetutamente impedito agli investigatori internazionali di avere accesso completo al relitto. Come gli investigatori si avvicinav ano, sparavano in aria. I separatisti stanno rimuovendo le prove da dove è avvenuto lo schianto. Questo fa nascere una domanda: cosa stanno cercando di nascondere?». 
Tutt’altro scenario, ieri mattina a Mosca raccontato dai militari russi in un’affollata e singolare conferenza stampa. La prima domanda infatti la rivolgono gli ufficiali dello Stato maggiore federale agli ucraini, ed è che cosa ci facesse un caccia militare di Kiev – probabilmente un SU25 – vicino al Boeing malese poco prima che venisse colpito. La distanza, calcolata tra i due velivoli, era di 3-5 km. La seconda domanda è perché il 777 della Malaysia Airlines fosse leggermente fuori dal corridoio aereo assegnato (di circa 14 km) e all’improvviso abbia mutato rotta.
BATTAGLIA AEREA
Giovedì 17, il giorno della catastrofe del 777 malese Kiev aveva reso noto che un suo caccia era stata colpito da un velivolo russo. Poi non se n’è saputo più nulla. In precedenza, mercoledì 16, un portavoce dei separatisti aveva raccontato che alcuni missili – ma non si capisce quali – erano stati sparati contro i jet ucraini. Lo sfortunato Boeing potrebbe essersi trovato in mezzo a una battaglia aerea o a qualcosa di simile. I militari russi affermano inoltre di non aver mai fornito materiale bellico, tantomeno i temibili sistemi missilistici anti-aerei Buk-M, ai separatisti del Donbass e Lugansk. Poi: In quelle aree era di passaggio un satellite americano. E l’Alleanza atlantica ha i tracciati di tutti i voli dell’Europa orientale. Questi elementi insieme ai dati delle due scatole nere dovrebbero consentire di conoscere la verità. Se si vorrà arrivarci.
LE DIPLOMAZIE
Dagli Stati Uniti all’Europa, le diplomazie mondiali cercano risposte forti al dramma ucraino, che negli ultimi giorni veniva, al di là delle dichiarazioni di facciata, considerato come una guerra regionale. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito per una risoluzione di condanna che chieda l’immediato cessate il fuoco nell’Ucraina dell’Est. Alla fine, pressato dalla Russia e dal suo voto vincolante, si è limitato a condannare l’abbattimento dell’aereo (bello sforzo), a chiedere pieno accesso degli ispettori al luogo dell’impatto e piena cooperazione con chi conduce le indagini. Il Consiglio dei ministri europei degli Esteri si riunisce oggi a Bruxelles, e l’obbiettivo è quello di nuove sanzioni a Mosca. Difficile individuarne di significative. L’idea, per ora, è di colpire società e persone collegate ai separatisti o ai responsabili dell’annessione della Crimea. Finanziatori, prima di tutto. Con congelamento dei beni – laddove è possibile – e fermo dei visti. Cercando di mettere nella “lista nera” anche oligarchi vicini a Putin e in qualche modo collegati alla vicenda ucraina. Sulle sanzioni stavolta è Obama ad essere un passo indietro, almeno nei tempi. Nessun provvedimento immediato dagli Stati Uniti, ma solo se la Russia continua ad appoggiare «Il costo per il suo comportamento potrà solo aumentare». C’è sempre la difficoltà, anche per la Casa Bianca, di scegliere misure efficaci.

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