Morricone trionfa agli Oscar. “Non c’è grande musica senza grande film”

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Ennio Morricone trionfa nella notte degli Oscar. Dopo cinque nomination andate a vuoto e un Oscar alla carriera nel 2007 il maestro ottantasettenne ha finalmente conquistato la statuetta per la colonna sonora di un film, il western politico di Quentin Tarantino The Hateful Eight. Standing ovation per il musicista italiano che è salito sul palco accompagnato dal figlio Giovanni, ha abbracciato Quincy Jones e, profondamente commosso, ha detto: “Buonasera signori, ringrazio l’Academy per Il mio pensiero va agli altri in particolare allo stimato John Williams. Non c’è musica importante se non c’è un film che la ispiri ringrazio Quentin Tarantino per avermi scelto e Harvey Weinstein e tutta la troupe del film. Dedico questa musica e questa vittoria a mia moglie Maria”.

Prontamente è arrivato il Tweet del premio Matteo Renzi che con l’hashtag #orgoglio ha scritto: “Grandissimo Maestro, finalmente!”
Grandissimo Maestro, finalmente! #Morricone #orgoglio #Oscars2016

Il compositore italiano ha battuto rivali temibilissimo come il cinque volte premiato John Williams (50 nomination) per Star Wars: il risveglio della Forza; Thomas Newman per Il ponte delle spie (tredici nomination andate tutte a vuoto), Carter Burwell per Carol e Jóhann Jóhannsson per Sicario. Due giorni dopo la stella sulla Walk of Fame (tredicesimo italiano) l’Oscar arriva a coronamento di un anno veramente speciale per il maestro che quest’anno festeggia sessant’anni di carriera.

E’ la prima volta che Ennio Morricone firma l’intera colonna sonora di un film per Tarantino, il regista è riuscito a convincerlo in maggio quando è venuto in Italia per ritirare i premi Donatello vinti in passato. In passato Tarantino era stato costretto a “rubare” pezzi da altri film del passato, un inseguimento durato una decina di anni da quando nella colonna sonora di Kill Bill Vol. 1 fu inserito un brano che il maestro aveva scritto per il western di Giulio Petroni del 1966 Da uomo a uomo fino all’exploit di Bastardi senza gloria nel quale vennero inseriti ben otto brani da colonne sonore precedenti.

La Repubblica