Morata salva la Juventus in extremis

MORATA

E ora la Juventus lancia il guanto di sfida, la semifinale di Coppa Italia sarà per metà bianconera. Non è una passeggiata con il Parma dal morale a terra, ma è un’invenzione di Morata – regalata da Llorente partito però in fuorigioco – a conquistare la qualificazione al fotofinish. Ora i campioni d’Italia aspettano la vincente tra Fiorentina e Roma, chissà se si replicherà anche in Tim Cup la sfida scudetto.

Buffon si concede un giorno di riposo per festeggiare il suo compleanno, tra i pali c’è Storari. In difesa Ogbonna lascia rifiatare Bonucci, inedito il tridente d’attacco scelto da Allegri: Coman, Llorente e il redivivo Pepe. Il Parma sogna una boccata d’ossigeno nel caos più totale, l’addio di Cassano e mezza squadra sul mercato non aiutano. Donadoni schiera in avanti la coppia Rodriguez-Palladino, Lodi in panchina. La prima e l’ultima della classe in campionato, quei 40 punti di differenza sembrano però non vedersi per tutto il primo tempo. O quasi. Anzi i ducali sono pure arrembanti, lasciano salire i ritmi anche se la partita resta inchiodata a centrocampo. Ma alla mezzora devono rinunciare a Pedro Mendes per un guaio fisico, al suo posto Santacroce. Il primo acuto dei campioni d’Italia arriva solo al 46′, e fa parecchio rumore: il cross di Pepe centra il palo, Vidal ribatte alle stelle.

Come con il Chievo, a reti inviolate il primo tempo della Juventus. Che nella ripresa prova a ricordare subito chi è la Vecchia Signora, invano, l’inzuccata di Chiellini esce d’un soffio. Il fortino del Parma non crolla, gli emiliani rischiano anche il vantaggio in un paio di occasioni. A venti minuti dalla fine ecco Pogba, gli lascia il posto Vidal (qualche postumo di un colpo subìto). Poi l’ingresso in campo di Morata cambia tutto in tredici minuti. Lo spagnolo tenta in ogni modo di gonfiare la rete, ci riesce quando manca un solo giro d’orologio al 90’. Fa tutto Llorente, dopo una partita sonnolenta, controlla spalle alla porta e gira di destro per Morata: in velocità si beve la difesa ducale e supera Mirante con un tocco morbido rasoterra. Una beffa senza fine per i gialloblù di Donadoni, che avrebbero meritato almeno i supplementari.

IL TEMPO