Montella: “Sampdoria fragile, io so che non dormirò. Ritiro? Magari aiuta…”

AC Siena v ACF Fiorentina - Serie A

Tre partite, tre sconfitte. L’avventura di Montella sulla panchina della Sampdoria è cominciata male e sta proseguendo peggio: battuto dall’Udinese all’esordio, travolto dal Milan a San Siro, il tecnico blucerchiato che ha sostituito Zenga è crollato anche in casa contro il Sassuolo.
L’ANALISI — Adda passà ‘a nuttata. Montella, napoletano, l’avrà sentito spesso. E lui sa come trascorrere la prossima notte: “In questi momenti è facile perdere lucidità, voglio esaminare le cose con calma, magari c’è bisogno di qualche sonnifero”, scherza a Sky. Poi in conferenza rincara la dose: “So già che non dormirò”. Il motivo è ovvio: “C’è tanto da lavorare. Io sono pronto, credo che la squadra lo sia più di me, perché ho visto che si applica. Deve credere un po’ di più in se stessa”.

IL PROBLEMA — “Ho visto comunque una squadra applicata che ha cercato di portare avanti le idee di questi giorni. Purtroppo – ha spiegato Montella – abbiamo affrontato l’avversario peggiore che potessimo trovare. Il Sassuolo è più avanti, più organizzato e più squadra. Oggi poi dopo il palo, nemmeno dopo il primo gol, la squadra si è sciolta e ha dimostrato fragilità. Paradossalmente dopo lo 0-3 la squadra ha giocato con più leggerezza. Ritiro? Questo è il momento per dimostrare di essere calciatori e allenatori di spessore. Per il ritiro ci penserò ma questa non è una squadra che non si applica nel lavoro, ma una squadra fragile e non so se il ritiro possa aiutare. Magari stare un po’ lontano dalle abitudini può aiutare a ricordare chi sei e chi sei stato. Muriel? È potenzialmente un calciatore di primo livello, anche lui dovrà completarsi e qualche volta per completarsi serve anche guardare i compagni”.

FERRERO — Ferrero, che non ha gradito la contestazione di Marassi, ha provato a spronare la squadra a SampTv: “Il calcio è strano – spiega il presidente della Sampdoria -. Se vinci sei un leone, se invece hai un momento buio e perdi, sei un coglione. I miei ragazzi sono come delle Ferrari che rispettano troppo i limiti di velocità: la legge Ferri non c’è più quindi ai miei ragazzi dico di andare non a cento, ma a trecento all’ora e tirare fuori le unghie come dei veri leoni”.

La Gazzetta dello Sport