Modifiche al decreto sui mutui, morosi dopo 18 rate non pagate

TASSE IMU 4

E’ considerato inadempimento la morosità di almeno 18 rate del mutuo e non più sette. E’ quanto prevede una delle modifiche al decreto legislativo che recepisce la direttiva europea in materia di mutui. Nel corso di una conferenza stampa il Pd, con il capogruppo Ettore Rosato e il relatore del provvedimento, Giovanni Sanga, hanno spiegato che la commissione Finanze d’accordo con il governo ha proposto alcune osservazioni al testo che verrà dunque corretto in diversi punti. Innanzitutto si precisa che “la nuova normativa sull’inadempimento non si applica ai contratti già in essere neanche in caso di surroga e offre al momento della stipula maggiori vantaggi per il cittadino, obbligando la banca ad una maggiore trasparenza”. Inoltre la clausola di inadempimento è facoltativa e la banca non può obbligare il cittadino a sottoscriverla, in caso di inadempimento la casa può essere messa in vendita solo con uno specifico atto di disposizione dell’immobile da parte del consumatore. Viene inoltre confermato il divieto di ‘patto commissorio’ (art.2744cc). Viene disciplinato per legge il cosiddetto ‘patto marciano’, già riconosciuto dalla giurisprudenza, la banca può cioè trattenere dopo la vendita della casa solo quanto ancora dovuto ed è obbligata a restituire al consumatore l’eventuale eccedenza. Inoltre il trasferimento del bene immobile alla banca, a seguito dell’inadempimento, comporta l’estinzione del debito anche se il valore dell’immobile è inferiore a quello del debito residuo, si evita così la procedura giudiziaria con conseguenti risparmi di spesa per il cittadino e il deprezzamento del bene immobile. Altra novità: la valutazione della casa, successivamente all’inadempimento, deve essere effettuata da un perito indipendente nominato dal tribunale. Il consumatore deve essere assistito da un esperto di sua fiducia e su tutta la procedura vigila la Banca d’Italia.

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