Milan, tutti ad Arcore. Inzaghi aspetta rinforzi

INZAGHI_MILAN

MILANO – I risultati della tournèe negli Usa saranno uno dei temi principali   della serata di Arcore. Inzaghi e Galliani saliranno per la quarta volta   in poche settimane a casa Berlusconi, ma sarà la prima nella quale il  presidente avrà gli elementi per valutare il lavoro del nuovo tecnico.  Anche se Inzaghi gode di fiducia pressoché illimitata (per molto meno,  altri allenatori sarebbero già finiti sulla graticola), la debacle  statunitense avrà un duplice valore.

STRIGLIATA –  Non è furibondo per le sconfitte, Berlusconi. Ma certamente chiederà  conto dei tanti, troppi gol incassati e dei pochi, troppo pochi gol  realizzati. Se dunque, da un lato, il presidente striglierà Inzaghi per  l’avvio incerto, dall’altra non potrà non convenire sul fatto che  l’organico appare insufficiente per gli obiettivi che il Milan si è  posto: tornare in Champions League. Inzaghi, in particola, insisterà su  questo fatto, con la speranza di uscire da Arcore finalmente rassicurato. In passato, tutte le sue richieste sono finite nel 
dimenticatoio: Cerci e Iturbe per la fascia, Mandzukic al posto di  Balotelli, che per il tecnico non era incedibile; Criscito, Vrsaliko e  Romulo gli esterni di difesa, mentre alla fine è arrivato Armero, il  quarto nella sua lista.

IL VERTICE DECISIVO? –  Quello di questa a Villa San Martino viene visto da molti come il  vertice della verità per il mercato del Milan. L’ultima volta che  Adriano Galliani e Filippo Inzaghi si sono recati ad Arcore (lo scorso  20 luglio dopo Monza-Milan), la fumata fu grigia. Ma adesso è arrivato  il momento nel quale il presidente Berlusconi dovrà dimostrare di aver  ritrovato effettivamente (e concretamente) quell’entusiasmo tanto  sbandierato nel corso della sua visita a Casa Milan. Inzaghi è un  martello pneumatico e vuole che la rosa sia completata secondo i suoi  dettami visto che di nomi, dalla lista originaria, ne sono stati  depennati molti.

PERSUASIONE –  Ciò che è evidente, fino a questo momento, è che il Milan abbia operato  in regime di spending review e che le priorità inizialmente indicate nel  vertice del 31 maggio, in molti casi, siano decadute. Inzaghi dovrà  cercare di utilizzare tutto il suo ascendente positivo su Berlusconi per convincere il presidente ad aprire i cordoni della borsa per permettere  a Galliani di andare ad intervenire in maniera decisa sugli ultimi 
obiettivi rimasti. Solo lui può convincere il numero uno milanista a  concedere quell’extra budget necessario per poter rendere il Milan uno  dei protagonisti assoluti delle ultime due settimane di mercato. Magari,  quest’opera di persuasione, avverrà dopo una lunga chiacchierata  sull’andamento della squadra fino a questo momento, uno dei piatti che  verranno serviti nel corso della cena di domani.

PORTATE IMPORTANTI –  Svanito Iturbe, per il ruolo di attaccante esterno il nome di Cerci sarà  quello più discusso nel corso della serata odierna con Taarabt in  discesa e la candidatura di Lavezzi (nome che stuzzica molto il  presidente) sullo sfondo. E pure quella di Douglas Costa, mancino puro,  che vorrebbe chiudere la sua esperienza in Ucraina. Altro piatto forte  del menù sarà, come sempre, Mario Balotelli. L’attaccante rossonero,  inizialmente inserito tra i cedibili per arrivare a Mandzukic, si sta applicando in allenamento e dovrebbe rimanere anche perché,  all’orizzonte, non ci sono offerte per lui. Infine Pippo punterà una  fiche anche sull’argomento centrocampista: Dzemaili, continua a piacere,  ma anche il nome di Banega è tornato d’attualità. Più in generale, i  rossoneri sono a caccia di un elemento di qualità che possa rinforzare  il reparto. Il menù è pronto, i commensali anche. Il mercato del Milan passa, ancora una volta, da Arcore.

TUTTOSPORT