Milan show a Parma: 5-4. E’ primo con Roma e Juve

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Emozioni infinite, ma alla fine dopo atroci sofferenze il Milan vince a Parma 5-4. Non poteva essere la notte di Fernando Torres, fermato da una distorsione alla caviglia. Magari non lo sarebbe stata comunque, se il candidato a esordire sotto i riflettori era già Bonaventura: parte lui, con Honda sull’altra corsia e Menez, falso nove chiamato a compiti da centravanti vero. Anche il Parma risponde con il suo tridente: Ghezzal, l’ex interista Belfodil e l’ex “interossonero” Cassano, altro uomo di fantasia messo a centro area (a prendersi anche parecchi insulti dalla massa di tifosi ospiti).

GLORIA DIVISA — Ma i tifosi del Milan inneggiano soprattutto a Inzaghi, oggi alla guida in panchina e qualche anno fa centravanti che in questo stadio piazzò i suoi primi gol in A e in Europa. Pippo smania dai primi minuti, dopo un paio De Sciglio ci prova da fuori area e lui è già in piedi davanti alla panchina. Nei primi 20’ senza emozioni, e non di grandissima qualità, si può ricordare il giallo che Fantantonio, inizio in palla, fa prendere a Bonera. Nel frattempo l’altra punta della partita, Menez, si nota più in ripiegamento in appoggio ai compagni, che non a creare pericoli a Mirante. L’altro paradosso iniziale è che è Alex, difensore centrale, il più pericoloso del Milan: arriva male in spaccata sulla punizione di Honda. Aperto il varco è poi Bonaventura a sbagliare la deviazione di testa. Poi aggiusta la mira e fa sua la notte di gloria: servito da Honda, finta, incrocio, gol e corsa a prendersi l’abbraccio di tutta la panchina milanista. Solo che la gloria dura pochino: due minuti dopo (siamo al 27’) gli onori vanni già divisi con Cassano, che pareggia i conti schiacciando di testa il cross di Jorquera. E va poi divisa per tre quando Honda si conferma bomber: in gol contro la Lazio all’esordio, fa il bis in trasferta, stavolta di testa, a concludere la bella azione avviata da Menez e rifinita dal traversone di Abate. A fine primo tempo inizia a prendersi la sua parte pure Menez, che si conquista e infila il rigore dell’1-3: così le punte dell’ex attaccante Inzaghi vanno tutte a segno.
SUBITO FELIPE — Per mettere subito le cose in chiaro, cioè che la partita non è finita e il Parma non arretra, ecco subito Felipe-gol (tocco ravvicinato dopo azione confusa in area) e partita che si riapre cinque minuti dopo lo stop. E per un altro momento chiave basta sommarne altri sette: Bonera, da terra, tocca di manco sul calcio a giro di Cassano. Doppia conseguenza: Milan in dieci e punizione dal limite per il Parma, questa senza sviluppi decisivi. Subito un altro intoppo rossonero: Alex esce infortunato, entra Zapata che al suo fianco trova anche Rami, con cui Inzaghi si era coperto tirando fuori Honda. Ma nella notte dei gol milanisti ecco che lo spirito del cannoniere Inzaghi si manifesta anche in De Jong, incontrista di grinta e sostanza: stavolta, sradicata palla in mezzo a Cassano, si invola e tocca a fil di palo. Finita? Macché…tocca a Lucarelli, altro stacco volante, aggiungersi ai marcatori. Lista dei goleador prima risfiorata da Menez, che in corsa sbatte sulla traversa, e poi di nuovo aggiornata con un colpo di tacco sulla linea, gentile concessione della difesa avversaria. Fatti pari i conti negli uomini (doppio giallo a Felipe) la notte può chiudersi per davvero, ma De Sciglio la combina grossa con un retropassaggio che Diego Lopez goffamente non riesce a bloccare procurandosi anche un infortunio. Alla fine Inzaghi sofferente può finalmente esultare.
GAZZETTA DELLO SPORT