Milan-Seedorf, il grande freddo: non tratta la buonuscita, è divorzio costoso

Clarence Seedorf

Dopo quello che ha Clarence Seedorf ha dichiarato al termine della gara con il Sassuolo – che la sua media punti era più che dignitosa , come a dire che se il Milan non farà le coppe la colpa è tutta del suo predecessore – sarebbe stato divertente l’incontro con Allegri, che ieri poteva avere luogo: erano entrambi invitati al matrimonio di Riccardo Montolivo sul Lago Maggiore, ma il tecnico livornese ha ringraziato per l’invito e non si è presentato. C’era Galliani, ma tanto lui e Seedorf ormai hanno poco da dirsi: l’olandese è convinto di essere il tecnico del Milan anche per la prossima stagione, e volendo pure per quella dopo ancora visto che il contratto scadrà nel 2016, l’amministratore delegato glielo lascia credere.

TOCCA A SILVIO — Poteva salvarlo l’Europa League – poteva, non è sicuro – per ora lo salvano le Europee, ma solo per ora: per buttare a mare un contratto biennale da 2,5 milioni di euro serve l’assenso del capo, ma Silvio Berlusconi al momento è concentrato sulle europee. Ragioni di tempo e di opportunità: col nuovo c orso del Milan a budget ridotto i soldi non si buttano, tantomeno in periodo di crisi ed elezioni. Tantopiù che Seedorf – che non ha alcuna intenzione di dimettersi, o trattare una buonuscita, e se ne andrà solo se verrà licenziato, incassando fino all’ultimo euro – era una precisa scelta del presidente, che non ci tiene per niente ad ammettere di aver sbagliato una decisione così importante. Lo farà, è quasi certo ormai, ma perché farlo proprio adesso?

SFIDA TRA EX — E il tempo, visto che c’è, verrà sfruttato anche per sceglierlo, il successore di Seedorf: un nome in pole non c’è, visto che l’olandese ha frenato di nuovo la carriera del suo rivale per il post-Allegri: si può mandar via Seedorf perché ha peccato d’inesperienza e prendere uno ancor meno esperto come Filippo Inzaghi? L’attaccante, fiutato forse il vento, dopo l’eliminazione della Primavera ha subito dichiarato che voleva riprovarci l’anno dopo a vincere lo scudetto, come a dire resto a Milanello e vediamo che succede. La sua candidature, nonostante l’inesperienza, resta in piedi, come quella di Donadoni, altro ex grande della storia rossonera, protagonista di un’eccellente stagione con il Parma, rivitalizzando campioni che sembravano a fine corsa, e valorizzando nomi di secondo piano. Proprio quello che farebbe comodo al Milan, ma ci sono perplessità sul piano mediatico, e al Milan a queste cose ci guardano.

SPACCATURE — Spalletti è libero ma guadagna tanto, Montella pure guadagna tanto, e non è neanche libero, i tifosi sono tutti con Seedorf, e lo hanno dimostrato domenica a San Siro invocandolo a gran voce, la squadra invece è spaccata: oggi è emersa una lite tra Amelia e Bonera, che potrebbe essere diretta conseguenza della spaccatura tra chi è col tecnico e chi ha motivi di risentimento. Intanto Zambrotta, nella sua autobiografia, accusa Allegri di aver spaccato già lui lo spogliatoio: chiunque lo gestirà nella prossima stagione, ne dovrà raccattare di cocci.

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