Milan, Sacchi: “I tifosi sbagliano. Balotelli? Immaturo e poco mobile”

Arrigo Sacchi

MILANO – La bufera in casa Milan non accenna a placarsi. La sconfitta casalinga contro il Parma ha scatenato l’ira dei tifosi che ieri, dopo aver pesantemente contestato, prima all’arrivo del pullman e poi sugli spalti, calciatori e dirigenti rossoneri (Galliani in primis), hanno chiesto (e ottenuto) un confronto con l’allenatore Seedorf e con una rappresentanza di calciatori. La situazione del club rossonero e il comportamento del tifo organizzato hanno scatenato un forte dibattito: sulla questione è intervenuto amche  Arrigo Sacchi, che ha difeso la dirigenza del Milan e sottolinea l’anomalia dei rapporti tra tifosi e società, problema in realtà che riguarda molti club del nostro calcio.

“La domanda che bisogna porsi, il giorno dopo il tonfo casalingo del Milan contro il Parma, è una: perché la tifoseria si arroga il diritto di contestare la squadra e una dirigenza protagonista di una cavalcata di oltre 25 anni? Se si contesta il club che ha vinto di più negli ultimi anni, qualcosa non va. Lo dico con dispiacere, da persona molto amata dai fan del Milan”. L’ex allenatore del Milan e ct della nazionale è intervenuto a Radio anch’io lo sport (RadioRai) e ha parlato della contestazione messa in scena ieri dai tifosi rossoneri, delusi per l’ennesima brutta figura della loro squadra.

“I tifosi – ha aggiunto Sacchi – devono accettare la sconfitta, capire che possono esserci fasi in cui non si vince. Nel calcio contano le persone, ma al centro di tutto va messo il gioco, quindi bisogna scegliere i calciatori adatti a quel tipo di gioco, infine viene il talento. Quando arrivai al Milan c’era questa strategia. Bisogna fondare tutto sul merito, che ti dà gioia e creatività, oltre ai successi. E’ difficile il compito di Seedorf. Una volta feci l’errore di arrivare al Milan con giocatori che non avevo scelto: fu un flop. Si ha la sensazione che i giocatori non abbiano punti in comune, a questo si aggiunge un’assenza di coesione nel club, che di certo non aiuta. I tifosi devono dunque avere pazienza”.

“Tuttavia – ha sottolineato – non è giusto contestare Galliani, che è un valore aggiunto per il club. In ambienti non propositivi non si può costruire qualcosa d’importante”. Su Balotelli, Sacchi è molto diretto: “E’ un talento, ma non è detto che vada bene per qualsiasi cosa. Deve trovare un ambiente molto positivo, un gioco che lo aiuti, una squadra adatta alle sue qualità. Bisogna metterlo nelle condizioni di rendere. Come persona probabilmente deve maturare, ma non saprei se tenerlo. Lo farei restare solo se è funzionale al calcio che si sceglie. Bisogna tener presente che è giocatore poco mobile in campo”.

La Repubblica