Milan, notte da Champions. Inter travolta nel derby: 3-0

AC Milan's Brazilian defender Alex (L) celebrates with teammates after scoring a goal during the Italian Serie A football match between AC Milan and Inter Milan on January 31, 2016 at the San Siro Stadium stadium in Milan. / AFP / OLIVIER MORIN        (Photo credit should read OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

Piani alti, grazie. Il valletto guarda un po’ così Mihajlovic, poi schiaccia il tasto dell’ascensore. Non va all’attico, ma questo Milan sale. Tre a zero nel derby, -5 dall’Inter, -6 dal terzo posto. Sale demolendo i rivali di una vita, sale molto più convinto dei propri mezzi, che non saranno infiniti, ma permettono di lottare. Scende dall’ascensore l’Inter: scale, prego. Se vorrà salire fino alla Champions, c’è da faticare. E da ritrovare (o trovare?) certezze tattiche e calma mentale. Mancini si fa cacciare a inizio ripresa, ed esce con gesti non proprio da lord, la squadra, già non eccelsa prima, si sfalda dopo il palo di Icardi, commettendo una serie di errori in appoggio non proprio da piani alti.

TRE GOL — Mihajlovic trova la sua miglior vittoria da quando è al Milan (e qualcosa da ricordare, comunque vada il futuro), con una formazione quadrata, due punte letali negli spazi, un difensore sopra la media (Romagnoli) e uno che gli indirizza la gara (Alex), anche se poi rischia di riaprirla. In mezzo il soldato Honda risponde presente, Montolivo spezza e ricuce, Kucka è a tratti posseduto dal fantasma di Kakà (che poi lo abbandona sul più bello). Non sarà un grande Milan, ma è la vittoria più larga in un derby, dopo 7 gare di 1-0, 0-0 o 1-1.

PREMONIZIONI — “Derby ascensore”, Hateley: non è che al Milan sapevano qualcosa prima? Più che una coreografia, era uno spoiler, un’anticipazione. La Curva Sud accoglie i suoi con il famoso stacco di Mark Hateley nel derby dell’ottobre 1984, e l’invito: “Sovrastiamoli”. E il Milan passa di testa. È il 35’ del primo tempo, ed è il primo gol per vie aeree subito dall’Inter in tutto il campionato. Cross di Honda dopo un corner battuto corto, Juan Jesus si perde Alex, che salta in testa a Santon (novello Collovati) e infila Handanovic. Per il brasiliano è il secondo gol stagionale, il terzo col Milan. Gli altri due contro Frosinone e Sassuolo: ad occhio, il più importante.

PALI E CHIUSURE — La curva milanista, però, non aveva visto il secondo tempo (o non aveva disegni pronti): nessuna anticipazione quindi del liscio di Donnarumma, al 5’, che quasi in innesca Eder. Sull’uscita disperata tocca la palla con la mano, ed Eder va giù: non è rigore, probabilmente punizione a due. L’arbitro non fischia nulla, Mancini protesta: espulso. La partita gira definitivamente al 25’ della ripresa: Icardi, entrato da 5’ impegna Donnarumma dopo un filtrante di Ljajic. Sulla respinta fallo di Alex su Maurito, che si presenta dal dischetto, spiazza il portiere, ma non il palo. Legno pieno. Dal pareggio al 3-0 è un attimo, con un’Inter cotta e sbilanciata: Niang affonda e piazza il cross, su cui Bacca arriva in scivolata (28’ s.t.). Poi è ancora il francese che stava per andare al Leicester a raccogliere il suggerimento di Bonaventura: Handanovic para la prima, non la seconda.

BUCHI INTER — E dire che Mancini aveva scelto di aggredire la partita. Tutti dentro, anche gli ultimi arrivati. Tutti tranne Icardi, che finisce in panca a guardare da sopra il giaccone (tirato su quasi fino agli occhi) Jovetic punta unica, con Eder, Ljajic e Perisic a sostegno. E l’ex doriano, che non ha ancora disfatto le valigie, parte di corsa: nei primi 10’ si segnalerà per una discesa palla al piede, e per un colpo di testa sballato da buona posizione. Poi gli prendono le misure, e viene fuori l’altra faccia della medaglia. Il 4-2-3-1 interista lascia spazi alle ripartenze milaniste. Se li prende soprattutto Kucka, in formato “faccio da solo”. Tre discese palla al piede, la più pericolosa chiusa da un tiro-cross respinto da Handanovic. È un segnale, nella ripresa il Milan affonderà, in quegli spazi. L’Inter prova a non essere difesa e contropiede, e affonda. Che non se lo possa permettere, nonostante le spese sul mercato?

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