Milan, Inzaghi: “Ci manca coraggio”

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Perché il Milan gioca così male? La risposta non ce l’ha nemmeno Pippo Inzaghi, che ha ben chiara la diagnosi, ma ancora non ha trovato la cura (ammesso che ne esista una). «Segniamo e non sappiamo gestire la partita – è l’analisi del tecnico -. Ci manca coraggio». Era successo contro il Sassuolo, si è ripetuto contro il Toro nel primo tempo in parità numerica. Secondo problema, ormai cronico: il gol preso su calcio d’angolo: il Torino ne ha tirati nove, creando tre occasioni pericolose e segnando una rete.

Dopo la sconfitta contro il Sassuolo, Inzaghi si era rammaricato perché i suoi non riuscivano a essere altrettanto pericolosi sui tiri da fermo. Il guaio è che il Milan ieri sera di corner non ne ha tirato neanche uno (per amor di precisione, non ha proprio tirato mai in porta, rigore a parte). C’è un rimedio? No, anzi, i rimedi noti hanno effetti negativi, come è costretto ad ammettere il tecnico: «Ho messo Alex che è il migliore di testa e abbiamo subito preso il pareggio. Dobbiamo correre ai ripari».

Una soluzione intuitiva sarebbe quella di sacrificare l’acquisto di attaccanti, prendere due difensori centrali e mandare l’irriconoscibile De Sciglio da uno psicanalista per capire che cosa gli è successo. Forse è stato esagerato il paragone con Maldini, però certi errori dal terzino della nazionale sono incomprensibili.

«Una squadra che vuole diventare grande deve fare di più. Siamo il Milan» ripete Inzaghi. Martedì si ritroverà ad affrontare il Sassuolo, stavolta in Coppa Italia, competizione a cui il Milan tiene moltissimo (anche perché è l’ultima che gli rimane). Dopo il discorso di inizio anno di Silvio Berlusconi («siamo da terzo posto») è arrivato un punto in due partite tutt’altro che proibitive. Un crollo incomprensibile.

«Non so se dipende dal fatto di essere andati a Dubai e di aver fatto poca cpreparazione», si lascia scappare Inzaghi. Il tempo per rimediare è quasi finito.

La Stampa