Milan, è un affare di Stato: la China Huarong nella lista degli investitori

Chinese President Xi Jinping takes part in a meeting with his French counterpart at the Elysee Palace in Paris, on March 26, 2014 in Paris. Xi was set today to sign a series of major business deals on the second day of a lavish state visit to France.  Xi is on his first-ever European tour and after visiting The Netherlands and France will head to Germany and Belgium.   AFP PHOTO POOL CHRISTOPHE ENA

Un affare di Stato. Il nome, quello che milioni di tifosi rossoneri attendevano da mesi, quello che risponde alla perfezione al piano espansionistico del Presidente della Repubblica Popolare Xi Jinping, c’è. E secondo fonti molto vicine alla cessione del Milan ai cinesi, fonti che hanno chiesto di rimanere segrete, è presente nella lista che la Sino Europe, il fondo creato appositamente dagli investitori orientali per l’acquisto del Diavolo, ha consegnato alla Fininvest alla firma dell’accordo preliminare: si chiama China Huarong Asset Managment, ed è fra le più grandi società finanziarie pubbliche in termini di asset in Cina. Fatturato da 11,3 miliardi di dollari (due volte e mezzo Fininvest), profitti per 2,3 miliardi, valore di mercato da 14,3 miliardi. Ma è alla voce assets che la China Huarong fa spavento: un giro d’affari da 118,5 miliardi di dollari (dati Forbes 2016).

IL CORE BUSINESS – Nata a Pechino nel 1998 e ristrutturata nel 2012 con l’approvazione del Consiglio di Stato, la China Huarong è un’istituzione finanziaria non bancaria di proprietà dello Stato cinese e patrocinata dal Ministero delle Finanze e da China Life (la più grande compagnia assicurativa statale). C’è il marchio del Dragone, insomma, quello di Xi Jinping. La Huarong è una società che si occupa della ristrutturazione e rivalutazione di asset (beni patrimoniali e non) in difficoltà. Traducendo, e potrebbe spalancare la porta dei sogni ai tifosi rossoneri, prendono l’asset Milan e lo riportano, grazie a una profonda e precisa opera di ristrutturazione finanziaria, ai vertici del calcio mondiale.

Per le più famose agenzie di rating Moody’s, Standard e Poor’s e Flitch la Huarong ha rating pari rispettivamente ad A3, A- e A. Una sicurezza. Ha una rete di distribuzione capillare sul territorio, un network finanziario che copre 30 province, regioni autonome e diverse municipalità della Cina (inclusa Hong Kong). La Huarong è stata fondata in un gruppo di quattro holding finanziarie (la China Great Wall, la China Orient e la China Cinda sono le altre tre) tutte di grandi dimensioni e di proprietà dello Stato: è un’azienda che fornisce servizi finanziari multi funzionali e si occupa di asset managment, banking, sicurezza, leasing, investimenti, e real estate immobiliari. Un colosso vero e proprio, molto probabilmente uno dei nomi che lo stesso Berlusconi ha sussurrato ai tifosi rossoneri e richiesto con forza agli advisor cinesi in questi lunghi, lunghissimi mesi di trattativa.

PIU’ POTENTE DI BAIDU ED EVERGRANDE – Chairman della China Huarong è Lai Xiaomin, segretario del CPC China Huarong Committee (il partito comunista): ha iniziato nella People’s Bank of China con ruoli di primissimo livello, è anche presidente della Cina Enterprise Confederation (un po’ la nostra confindustria) e Vice Presidente della Camera di Commercio Internazionale in Cina.

La potenza espansionistica della China Huarong è testimoniata anche dal fatto che nella speciale classifica Forbes, occupa la 348esima posizione tra le 2000 aziende più potenti del mondo, un gradi no più in alto della Baidu di Robin Li e sette posizioni davanti a quell’Evergrande che all’inizio di questo kolossal targato Milan sembravano i principali investitori coinvolti; scherzi del destino. Un destino segnato dalla “grandezza” cinese, ed è quello che attende il Milan. Se il nome Huarong, sia chiaro, così come per la TCL  Corporation (colosso dell’elettronica, presente nella lista Sino Europe e confermato in via non ufficiale anche da Fininvest) venisse confermato non solo come potenziale, ma anche come effettivo investitore della cordata che vuole il Milan. Nel nome dello Stato cinese.

AGGIORNAMENTI – Nelle ultime ore giungono nuove informazioni sul colosso China Huarong: è una delle piu grosse istituzioni finanziare della Cina insieme a China Cinda Asset Management, e lo stato ne detiene il controllo tramite HAIXIA CAPITAL, già ufficialmente coinvolta come investitore nell’affare Milan e citata nel comunicato Fininvest del 5 agosto, quello della firma del preliminare. Tra l’altro nella lista che Sino Europe ha consegnato a Fininvest per l’acquisizione del Milan, in una fase della trattativa c’era in calce anche il nome della China Orient Asset Managment, consorella della Huarong, in qualche modo poi uscita dalla lista, ma probabilmente “coinvolta” nell’affaire rossonero. Curiosità: dal 2014  il presidente Lai Xiaomin ha fondato la “Huaron cup”, torneo di ping pong tra i vari capi delle istituzioni bancarie, mentre la branca immobiliare del colosso, la Huarong Real Estate si è già lanciata nel calcio con l’organizzazione di tornei territoriali. Nel 2014 la Huarong ha aperto le porte a 7 società: Warburg Pincus, CSI, Khazanah Nasional, China International Capital Corp, COFCO Group, Fosun and Goldman Sachs. Il coinvolgimento dello stato cinese nelle sue attività è totale. (si ringrazia per la collaborazione nelle ricerche l’avv. Felice Raimondo e il ricercatore Salvatore Liuzzo del gruppo Non Evoluti 2.0).

Corriere dello Sport.it