Milan da urlo: 2-0 al Napoli. Ora il terzo posto è a 2 punti

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Un déjà-vu, un film già visto. Perché al fischio finale di Damato, Filippo Inzaghi si getta in campo ad abbracciare i rossoneri, proprio come fece ad Atene poco più di sette anni fa, quando conquistò la Champions contro il Liverpool di Rafa Benitez grazie alla sua storica doppietta. Nel 2-0 del Milan che permette ai rossoneri di agganciare il Napoli c’è cinismo e voglia di vincere a tutti i costi. Due tiri nello specchio della porta di Rafael: due gol. Una vittoria alla Inzaghi, insomma, contro un Napoli deludente.

INZAGHI AZZECCA LA MOSSA — Chi si sforza di cercare Fernando Torres perde tempo. L’influenza toglie dall’imbarazzo il Milan e Inzaghi che nel tridente preferisce Bonaventura (e non se ne pentirà) a El Shaarawy. Contro l’imprevedibile Napoli il tecnico rilancia Montolivo e affianca al capitano, De Jong e Poli. Poi l’identica difesa di Genova a cui spetta il compito di sbarrare la strada a Higuain e Callejon. Benitez rinuncia ad Hamsik e Gargano e si affida a David Lopez e De Guzman senza scalfire il 4-2-3-1. Così come Inzaghi conferma il 4-3-3, con Menez punto di riferimento. Ed è proprio il francese, dopo soli sei minuti di gioco, a trovare l’ultimo straccio di angolo e battere Rafael. Magnifica l’azione del Milan, con Montolivo che spiana la strada a Bonaventura, abile a servire un pallone filtrante a Menez; il francese brucia Albiol e Koulibaly e infila con un rasoterra geometrico.

DIEGO LOPEZ SALVA — Il Napoli subisce il colpo ma rientra in gara alzando il ritmo e pressando i rossoneri sui portatori di palla. I primi scricchiolii della difesa del Milan si avvertono sulla fascia di Armero che infila un errore dopo l’altro regalando spazi agli azzurri che al 21’ vanno in gol con Higuain, rete però annullata per una carica su Diego Lopez. Ed è proprio il portiere rossonero a negare tre volte la rete al Napoli. Prima respingendo nella stessa azione i bolidi di De Guzman e Callejon, poi negando il gol al connazionale spagnolo al 25’. La furia del Napoli convince il Milan a rischiare di più. Lo fa al 34’ con Poli, servito da Honda: palla che sfiora il palo lontano di Rafael. Ma i ragazzi di Benitez con possesso palla, tecnica e una maggiore lucidità mettono alle corde i rossoneri che rischiano l’autorete al 42’ con Mexes: azione sulla destra di Higuain che mette in mezzo, ma trova la scivolata da brividi del francese.

IL SALTO DI JACK — Nella ripresa gli azzurri spingono sull’acceleratore e tirano da tutte le posizioni scaldando i muscoli di Diego Lopez. Regge però la difesa del Milan, anche perché gli avversari non aggrediscono con sufficiente cattiveria. Roba da vecchi tempi: chiusura degli spazi e ripartenze. Come al 7’, quando Armero riceve sulla sinistra e mette davanti a Rafael una palla che Bonaventura devia in rete di testa, beneficiando del via libera di Koulibaly. Potrebbe addirittura arrivare anche il 3-0 se Poli, servito da Menez, non sbagliasse il controllo della palla solo davanti a Rafael. Al 16’, dopo il fendente di Montolivo che lambisce il palo, Benitez getta nella mischia Hamsik per l’evanescente Jorginho. Ma l’ingresso dello slovacco coincide con il calo del Napoli che potrebbe soccombere definitivamente sulla magia di Menez, il cui tiro viene deviato in angolo da Koulibaly. Arriva poi il momento dei due Zapata, quello rossonero per Rami, quello azzurro per Mertens, altro anello mancante della gara. Tocca anche a Muntari (fuori Poli), Gargano (out De Guzman) ed Essien per Montolivo, quest’ultimo cambio poco prima dello splendido destro dalla distanza di Higuain deviato in angolo da Diego Lopez, con un volo acrobatico, che si ripete al 94’ su Zapata; quello azzurro. Il sigillo finale del migliore in campo con Menez.

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