Milan, cinque vertici ma ancora nessuna punta

Galliani

E sono cinque. Con quello di mercoledì sera, i tanto romanzati summit di mercato in quel Arcore, con protagonisti Silvio Berlusconi, Adriano Galliani e Filippo Inzaghi, si possono contare sulle dita di una mano: segno che mai come quest’anno il presidente onorario ha voglia di “sporcarsi” le mani, appunto, con la sua creazione preferita, il Milan. Peccato che fino ad ora alle tante parole spese attorno alle tavole imbandite siano seguiti pochissimi fatti.

Di affari (fatti) in realtà se ne contano ben otto, in rigoroso ordine alfabetico: Agazzi, Albertazzi, Alex, Armero,Diego Lopez, Didac Vilà, Menez, Niang. Totale spesa: 0,5 milioni di euro. Solo l’Empoli, una neopromossa, ha fatto meglio con un tondo “0” alla voce “uscite”.

Prestiti onoerosi con diritto di riscatti, rientro di prestiti, i tanto vituperati paramentri zero: non si può certo dire che l’ad Galliani in questi tempi di crisi non si sappia barcamenare. Alcuni dei nomi presenti in questa lista sono anche tutt’altro che da liquidare, anche perché, in parte, concordati con l’allenatore e utili ai fini della costruzione dell'”Inzaghi team“. Ma i tifosi del Milan ora, anche giustamente, pretendono qualcosa in più. Anche dal loro presidente.

“Negli ultimi sette anni ho versato 461 milioni di euro”, ha dichiarato Berlusconi non più di qualche settimana fa. La domanda quindi è: “come?” La sensazione è che la ristrettezza di portafogli sia di fatto auto-imposta: è vero, manca la Champions League e i conseguenti luculliani introiti, ma la volontà di non comprare tanto per comprare, scialacquando quattrini (come fatto nel recente passato, ndr), per ora l’ha fatta da padrone.

 

Tutto giusto, ma i soldi “risparmiati” dai super-ingaggi di Kakà e Robinho? Il tifoso milanista ha fatto in fretta a imparare i meccanismi dei tempi del proibizionismo Berlusconi-Galliani: “Si compra solo quando si vende”, oppure “se ne parte uno, ne arriva uno”. Ora è venuto tempo di battere cassa, da questa parte della barricata.

“Il club sa di che cosa ho bisogno”: Pippo è stato calmo e buono fino ad ora, ma scalpita, proprio come faceva in campo. “Yes-man” sì ma fino a un certo punto. All’inizio del campionato mancano ormai due settimane e il Milan visto nel pre-stagione ha fatto alzare più di un sopracciglio. Tradotto: se sarà questo fino al 31 agosto allora ci sarà poco da sorridere. Serve una punta esterna e un centrocampista di qualità, questo è sotto gli occhi di tutti.

Il Toro dovrebbe abbassare la cresta per Cerci (20 milioni), Taarabt aspetta solo di poter tornare;Douglas Costa e Lavezzi sono miraggi per il calcio italiano dei tempi che corrono. In mediana i nomi scarseggiano: Dzemaili (Napoli), Grenier (Lione) e poco altro. L’estate di calciomercato del Milan, un po’ come quella atmosferica, deve ancora entrare nel vivo. Ma i tempi stringono.

EUROSPORT