Milan, Brocchi contro i cinesi: “Tifo che resti Berlusconi”

Cristian-Brocchi

Mentre si inseguono le indiscrezioni su Manuel Pellegrini prossimo allenatore del Milan, il tecnico che attualmente occupa la panchina rossonera non ha intenzione di abdicare. Cristian Brocchi, legato al club rossonero con un contratto fino al 30 giugno 2016, tiene duro: “Ho tantissima voglia e determinazione – dice intervistato da Sky Sport in vacanza alle Baleari – come ho già detto, per me allenare il Milan è un sogno ma allo stesso tempo voglio dare dimostrazione di poter fare qualcosa di buono”.

TITO CONTRO LA CESSIONE – Le sue speranze sono legate alla mancata vendita del 70% del Milan alla cordata cinese che punterebbe su un nome di profilo internazionale, con ogni probabilità a questo punto il cileno Pellegrini. Ma fino a quando questo passaggio non diventerà realtà l’ex del City deve essere “congelato”. E quindi vale l’opzione Berlusconi che, qualora non andrà in porto la trattativa, intende confermare Brocchi puntando su un Milan fatto soprattutto da giovani giocatori italiani. L’ex della Primavera rossonera ne è consapevole: “Tifo perché Berlusconi non venda il Milan ma non perché sono parte in causa. Ma perché lui ha fatto la storia di questo club e il Milan è sempre stato una famiglia. Vedere il Milan in mani diverse, con gente che non conosce la storia e i valori di questa società e i motivi dei successi di questi ultimi 30 anni, lo vedo un po’ difficile”.

HONDA SENZA SICUREZZE – E’ in attesa Brocchi così come tutti i calciatori a partire dalle stelle di livello internazionale. Bacca, che aveva accarezzato l’idea di poter ritrovare Emery con il quale aveva vinto trofei importanti a Siviglia, deve capire quale sarà il suo futuro mentre è impegnato in Coppa America. Aspetta
novità anche Keisuke Honda: “Ho giocato nel Milan per due anni e mezzo – dice il fantasista giapponese impegnato con la sua Nazionale nel torneo amichevole Kirin Cup – ma non sono soddisfatto delle mie prestazioni. Non sono sicuro che il Milan voglia tenermi e io non sono sicuro di restare: ora non posso dire quale sarà il mio futuro”. E’ difficile per tutti programmare il rilancio senza sapere cosa succederà esattamente nell’immediato futuro.

La Repubblica