Milan, Abate: ‘Donnarumma non si vede con un’altra maglia in Italia. La scelta di Pirlo…’

abate

Ignazio Abate ha parlato Coffee Break su Milan TV della vittoria della Supercoppa TIM: “Montella è un’ottimista di natura e ha la grande dote di riuscire a trasmetterlo a tutti. E un’altra grande dote è l’equilibrio, sia nei momenti positivi che negativi. E’ molto lucido nella gestione e nell’analisi e questo è molto importante per la nostra crescita. Lavoriamo molto sui principi che vuole il mister, vuole sempre movimento e portando su la palla in cinque viene anche più facile la riconquista del pallone. E’ molto preparato tatticamente”.

I TIFOSI –  “Credo stiano aumentando, c’è una buona affluenza di pubblico e che ci sostiene sempre per tutti i 90 minuti. Giusto sottolinearlo. San Siro deve diventare un inferno per gli altri, non dobbiamo lasciare punti. Chi viene deve capire che non sarà facile fare punti. Arrivavano le squadre molto sfrontate, sicure di portare a casa non solo un punto, ma addirittura tre. La musica deve cambiare”.

OBIETTIVI – “Il mister ha cercato di portare più elementi nella rosa al massimo del coinvolgimento. Ora dobbiamo cercare di raccogliere i frutti. Questo è il momento di pensare volta per volta, senza farsi trasportare troppo. Sarà un mese e mezzo di fuoco dove giochiamo praticamente una volta ogni 3 giorni praticamente. Ci aspettano al varco, dobbiamo alzare l’asticella. Se siamo diventati grandi, dobbiamo diventare grandissimi. Il nostro obiettivo è l’Europa. Non vorrei deludere i tifosi, che forse si aspettavano qualcosa di più. Però credo che gennaio e febbraio ci diranno chi siamo. Se vogliamo lottare per posizioni importantissime non possiamo sbagliarli, dobbiamo stare attaccati per poi giocarci tutto negli ultimi mesi”.

I COMPAGNI – “Bacca è un grande professionista, lavora per la squadra. Io lo vedo tranquillissimo. gol di De Sciglio arriverà, Mattia non ha l’assillo del gol, però se lo fa magari ci regala qualche soddisfazione (ride, ndr)”. Gigio è giustamente diventato un beniamino dei tifosi, però lui ha sempre trasmesso l’amore per questa maglia e per questi colori. E secondo me, e penso anche secondo lui, non si vede con un’altra maglia addosso in Italia. Son tranquillo per quello che riguarda Gigio, credo che resterà per tanti anni con noi. Suso? Sinceramente a questi livelli non credo se l’aspettasse nessuno. Bisogna dare onore a questo ragazzo che si è messo in luce a Genova e poi è tornato a Milanello più maturo. Sta crescendo, ma non ci dobbiamo accontentare. Arriviamo da due anni difficili, dobbiamo tenere la testa bassa e pedalare forte. Bonaventura? E’ diventato uno dei nostri, è uno dei leader dello spogliatoio. Credo che quest’anno si sia formato un bel gruppo di giovani e italiani che hanno questi colori nel sangue. Mi ha sorpreso l’umiltà di questi ragazzi, ogni giorno si allenano con grande voglia e disponibilità”.

PIRLO – “E’ una situazione particolare, lui ha finito con la Juventus e magari gli viene naturale tornare a trovare loro a Vinovo piuttosto che noi a Milanello visto che a Milano c’è un gruppo diverso rispetto a quando giocava lui. Anche se credo sia rimasto affezionato a tutto l’ambiente Milan. Quando si va via da una società come il Milan, da un ambiente a Milanello, dove ti trattano come figli un po’ il cuore ti piange. Con tutto il rispetto per la Juve, ma il Milan è il Milan”.

ESORDIO COL MILAN – “Era successo tutto nell’arco di una settimana, era appena andato via Rivaldo e il dottor Galliani fece in modo che passai in prima squadra. Feci il mio debutto a Genova e mi ricordo che ero in panchina di fianco a Nesta. E quando il mister mi disse di entrare mi tremavano così tanto le mani che non riuscivo nemmeno a sfilarmi il giubbotto. Era un gruppo bellissimo, formato da persone eccezionali e grandi professionisti. E con qualcuno di questi si è formato un rapporto anche di amicizia stretto”.

RENDIMENTO – “Sto facendo bene quest’anno e ringrazio mister Montella. Son contento, ma non dimentico mister Mihajlovic. Credo di aver fatto una buona stagione e colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente. Se abbiamo disputato la Supercoppa è anche merito suo. E’ una grande persona che ha riportato equilibrio in spogliatoio, principi e cultura del lavoro. Gli auguro ogni fortuna a partire da dopo il doppio confronto contro di noi (sorride, ndr). Se l’ho sentito? Ci eravamo fatti l’in bocca al lupo prima del campionato e a San Siro mi son fermato a chiacchierare con lui. E’ sempre una brava persona e avevamo legato tanto con lui. E’ stata una bella scoperta, perché personalmente ho legato tanto a livello umano”.

IL CAGLIARI – “Dobbiamo pensare alla partita di domenica, non sarà facile. Poi penseremo alle prossime partite”.

CONTRO LA JUVE – “Può essere che la vittoria in campionato ci abbia dato fiducia in vista della Supercoppa, ma non lo so. Questa squadra credo sia andata sempre in crescendo. La partita contro la Sampdoria è stata importante, ma la svolta credo sia stata la vittoria contro il Sassuolo. Abbiamo avuto grande cuore sotto 3-1. La grande squadra si vede nella continuità, soprattutto a livello mentale. E’ un obiettivo per il 2017”.

OBIETTIVI – “Era giusto festeggiare, anzi. Ci dobbiamo ricordare bene quello che si prova dopo aver vinto, ci deve dar la spinta per il futuro. Siamo concentrati già per domenica. La Supercoppa fa già parte del passato, ma arriviamo da due sconfitte consecutive dopo la sosta di Natale negli ultimi due anni”.

SUPERCOPPA CONTRO INTER E JUVE – “Sono state due emozioni diverse. La prima Supercoppa è sempre importante ma arrivava in un contesto diverso con giocatori che hanno fatto la storia di questa società e forse eravamo anche favoriti. Quest’anno era tutto l’opposto, giocavamo contro una super squadra che sta dettando legge da anni in Italia. La soddisfazione è doppia”.

LA FASCIA A MONTOLIVO – “Mi è venuto in mente quando stavo andando a prendere la medaglia. Ho pensato a quello che ha passato e quanto ha sofferto negli ultimi anni e vederlo lì in borghese ha fatto sì che facessi questo gesto spontaneo. Dopo tanti anni che le cose non giravano come volevamo abbiamo sofferto tanto. E’ giusto che nei momenti in cui le cose non vanno i tifosi se la prendano con i giocatori più esperti. La vittoria è una bella soddisfazione dopo tanti anni”.

 calciomercato.com