Mihajlovic viola di rabbia, la Fiorentina si accontenta

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Per calmare l’iracondo Sinisa, il resto della famiglia Mihajlovic attraversa la pancia sotterranea dello stadio e si piazza all’uscita dello spogliatoio. L’allenatore aveva appena surriscaldato le tribune infuriandosi per un fallo laterale non assegnatogli; sì, più o meno come succede nella partite fra amici o colleghi: una palla uscita a centrocampo gli fa eruttare rabbia sulla faccia del quarto uomo e l’arbitro Russo lo espelle. Ma la rimessa assegnata alla Fiorentina al 94’ è solo un pretesto: il tecnico può essere arrabbiato per altri due motivi. Uno: non è abituato allo 0-0, visto che è il primo della sua Samp e della squadra dopo un anno. Due: sperava di esultare per mortificare la gente viola che, parole sue della vigilia, lo «insultava e voleva che perdessimo» nel periodo in cui lui comandava a Firenze. Niente gol e niente rivincita, così il signor Di Fiore si è sentito lo sfogo da vicinissimo. «Gli ho solo detto che era fallo nostro, cosa stava facendo (ma forse ci sono anche degli insulti, ndr ). E poi l’ho ribadito anche all’arbitro» spiega poi Mihajlovic. Il problema non è cosa ha detto, ma come l’ha detto. Non proprio in maniera Disney, per restare alle famose citazioni del sabato.

I motivi Anche la Fiorentina non è avvezza alle gare senza reti: questa è la terza in campionato, la quinta nell’era Montella (89 match). Ma l’esito è giusto e il contenuto neppure scadente, tanto che i due amici, compagni nella Samp di 18 anni fa, celebrano più il punto conquistato che i 2 lasciati. I doriani sono superiori come numero di possibilità di tiro e come occasioni (4 nitide), però più vicino al colpo vanno i viola, con una punizione di Vargas che scuote la traversa e rimbalza in campo. La Samp arrivava da 2 successi ma non ha saputo trovare il cazzotto decisivo in 15 tentativi verso la porta. Nel 4-2-3-1, Maxi Lopez dovrebbe venir supportato da Gabbiadini ed Eder, però i due diventano esterni di fatica, si fanno trovare spesso nella loro difesa, così quando attraversano il campo non hanno più forza e lucidità per sistemare Neto.

Viola in grigio Montella è contento di un pari che non usciva in questo scontro da 7 anni perché era quello messo peggio. Gli mancano 5 titolari più riserve assortite, è all’ottava partita in questo mese e ne ha vinta solo una. Le mancanze dell’attacco sono storia nota, stavolta davanti Matri dovrebbe essere aiutato da Ilicic e Wolski, ma nessuno dei tre nasconde i problemi e le invocazioni a Rossi e Gomez. Nella media di sufficienza generale risulta Neto il migliore anche senza miracoli. Borja Valero cresce nella ripresa, quando è pure trequartista, ma i cambi tattici in attacco (da 4-3-2-1 a 1+2, fino al tridente) si rabbuiano quando Vargas, entrato per Wolski, si fa male e i viola, in grigio come abito e prestazione, restano in inferiorità. E lo 0-0 sta bene.

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