Mihajlovic, stop al veleno «Scritto il falso sul referto»

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Due giornate di rabbia e una possibile auto-squalifica. Sinisa Mihajlovic incassa a fatica lo stop del giudice sportivo «…per avere, al 49° del secondo tempo, contestato platealmente l’operato arbitrale, assumendo quindi un atteggiamento intimidatorio nei confronti del Quarto Ufficiale e successivamente, all’atto del consequenziale allontanamento dal terreno di giuoco, nei confronti del Direttore di gara».

Scaramanzia Il tecnico della Sampdoria andrà in tribuna domenica all’Olimpico contro la Lazio, cosa che scaramanticamente gli fa pure piacere, visto che, come lui stesso ha rivelato, gli era capitato anche con il Catania e la sfida era terminata con un successo. Il secondo turno di stop gli impedirà invece di seguire da vicino la sfida con l’Inter al Ferraris. E su questo proprio Mihajlovic non resiste, anche se da prova di vero fair play (al contrario di molti che se ne ergono a paladini ma si precipitano a fare sempre ricorso non accettando alcun verdetto) accettando la punizione: «D’accordo con la società – spiega con un comunicato nel quale sottolinea pure come il suo comportamento nei confronti dei direttori di gara durante la stagione sia stato di grande collaborazione – non farò ricorso per una questione di rispetto ma rimango molto amareggiato per le motivazioni del Giudice Sportivo».

Due momenti Ecco il punto: le motivazioni. Per il quarto uomo Di Fiore, quello con cui Mihajlovic ha avuto il confronto ravvicinato che è valso l’espulsione, tutto nasce dal suo atteggiamento intimidatorio. L’allenatore blucerchiato, come secondo la Sampdoria testimoniano le immagini, però, ha avuto una reazione pesante, avvicinandosi al viso del quarto uomo urlando più volte un’imprecazione, solo dopo averlo sentito che richiamava l’attenzione dell’arbitro Russo, chiedendone l’allontanamento. Prima, in realtà, Mihajlovic aveva solo rimarcato il fatto che il fallo laterale, appena decretato a favore della Fiorentina, era stato invertito e che Di Fiore non poteva non averlo visto. Lo ha fatto con il sorriso, anche se ha condito la frase con una parola forte, abituale nel suo modo di parlare: «Se non vedi neanche questo – avrebbe detto – che c… stai a fare qua?».

Autosqualifica Niente di intimidatorio, quindi. Atteggiamento che è arrivato dopo, semmai. Per questo Mihajlovic accetta la squalifica ma non condivide la motivazione della stessa. E per questo conclude il suo comunicato in maniera sorprendente: «Di certo, qualora venga ancora designato il sig. Di Fiore – se il mio presidente me lo permetterà – provvederò io stesso ad auto-squalificarmi in anticipo lasciando il posto al mio secondo: io sono sempre stato sincero e leale, assumendomi in ogni occasione le mie responsabilità; il sig. Di Fiore – con mio grande rammarico – non ha fatto lo stesso».

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