Mihajlovic-Samp summit decisivo per il sì o l’addio

LAZIO SAMPDORIA

Conclave (blucerchiato) imminente. Quarantott’ore. Settantadue, al massimo, probabilmente, per il primo incontro fra la proprietà e i vertici della Sampdoria (il presidente Garrone, l’amministratore delegato Remondini e il diesse Osti) e il tecnico Mihajlovic. Com’è noto, Sinisa ha già in tasca il rinnovo del contratto sino al 30 giugno 2015, in virtù della salvezza raggiunta con largo anticipo. Tuttavia, l’allenatore serbo è rimasto sin qui alla finestra, senza ufficializzare la permanenza alla guida dei blucerchiati. Ovvio, quindi, che prima di una decisione definitiva, in un senso o nell’altro, la società gli esporrà progetti, ambizioni, idee (e relativo budget disponibile), sperando che tutte queste voci collimino con i desideri (professionali) di Mihajlovic. Che, giova ricordarlo, non ne fa una questione di soldi, ma di crescita calcistica. Portando la Samp a una salvezza che pareva difficile all’inizio della stagione, Sinisa ha saldato il suo debito con il club che, nel 1994, in un momento di grande difficoltà personale in Patria (con il rischio di una chiamata alle armi) gli spalancò le porte del calcio italiano, in cui si sarebbe definitivamente affermato come grande calciatore.

Il premio Adesso inizia un’altra storia, ed è indubbio che Mihajlovic peserà attentamente tutte le voci prima di decidere il suo futuro. Ambisce alle panchine di Lazio e Inter (i suoi sogni futuri), ma non è detto che la tempistica per realizzarli sia così ravvicinata. Anzi. Intanto, oggi Sinisa — insieme al genoano Gasperini — riceverà al Baiardo il premio Gambaro, per i grandi risultati ottenuti alla guida della Samp. Mercoledì ci sarà il CdA societario a Corte Lambruschini. Chissà che per quella data i blucerchiati abbiano già il loro nuovo tecnico (anzi, vecchio: così augurano dirigenza e tifoseria) per la stagione prossima ventura.

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