Migranti, Ungheria vs Bruxelles:Dublino II resta, ma no a quote obbligatorie

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Nessuna sospensione degli accordi di Dublino II. Budapest fa marcia indietro. I migranti, che entrano in Europa attraverso l’Ungheria, potranno continuare a esservi rispediti dagli altri Stati membri. La decisione, che aveva sollevato l’ira di Bruxelles, viene giustificata dall’ambasciatore ungherese presso l’Unione europea come un invito all’azione.

Péter Györkös, Hungary’s EU ambassador

“Il Governo ungherese non ha preso nessuna decisione legale riguardo la sospensione del sistema Dublino II. Abbiamo semplicemente richiesto che nei nostri confronti venga mostrata maggiore solidarietà riguardo il numero dei trasferimenti in Ungheria”.

Il Paese ha visto nel 2015 un incremento degli arrivi dei migranti via terra, soprattutto da Paesi come la Serbia. Budapest chiede a Bruxelles si faccia luce sulla tratta dei migranti attraverso i Balcani. “Riguardo poi alle redistribuzioni e ai ricollocamenti noi chiediamo si agisca in modo volontario. Non vediamo la ragione di cambiare le cose a livello europeo. La Commissione europea ha il diritto di iniziativa legislativa e non lo metto in discussione , ma restiamo del parere che non si procedere verso l’adozione di un meccanismo obbligatorio”.

Sull’obbligatorietà del sistema di redistribuzioni, però, Bruxelles non intende al momento fare marcia indietro. Sarà questo il punto principale su cui discuterannno giovedi i 28 leader europei.

“Difendiamo la proposta che abbiamo presentato. Non soltanto perché crediamo sia giusta, ma perché risponde agli interessi dei cittadini europei. Non soltanto a livello morale, ma soprattutto quello generale della sicurezza. Noi restiamo della nostra idea”.

Insieme all’Italia e Grecia, l’Ungheria rappresenta una delle porte d’ingresso scelte dai migranti per l’accesso in Europa. Quasi 61mila i migranti arrivati nel Paese soltanto nel 2015.

Euronews