Migranti: stretta su Schengen, Ue vara guardie frontiera

EUROPA UE BRUXELLES

L’area Schengen langue, soffocata dal peso dei flussi migratori e dalla minaccia terroristica. Il rimedio, secondo la Commissione Ue, è il controllo delle frontiere esterne. Il pessimo stato di salute è fotografato dall’ottava relazione biennale che Bruxelles pubblica assieme a due proposte che vanno proprio nella direzione di sigillare i confini. Da un lato una modifica mirata del codice Schengen per rendere obbligatori i controlli sui cittadini Ue in entrata ed in uscita dalle frontiere esterne, contro il fenomeno dei foreign fighters; dall’altro, un’agenzia europea di guardacoste e guardie di frontiera, fortemente voluta da Jean Claude Juncker .

Una forza Ue che dovrebbe nascere sulle ceneri di Frontex ma con molti più poteri, e che Bruxelles vorrebbe impiegare, in caso di estrema necessità, anche contro la volontà degli Stati, erodendo un altro pezzo della loro sovranità. Un punto controverso quest’ultimo, ma che il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans definisce “una sorta di rete di sicurezza, per uno scenario piuttosto raro”, con la finalità di “aiutare anche chi non vuole essere aiutato”, come accaduto di recente con la Grecia, che ha impiegato mesi prima di attivare le misure di sostegno europee a sua disposizione.

Una proposta spinta da Francia e Germania, che la Polonia ha già fatto sapere di non gradire, e che sarà in discussione al vertice dei leader di giovedì, assieme a due relazioni in cui si evidenziano i ritardi nell’apertura degli hotspot da parte di Italia e Grecia. Proprio nei confronti di Roma, che ha aperto un solo centro sui sei previsti nonostante gli impegni presi, c’è una lieve irritazione. “L’Italia è in ritardo”, avverte Timmermans. Ora le si chiede di aprire Pozzallo e Porto Empedocle entro fine mese.

Buona parte del vertice infatti, come si legge nella lettera di invito del presidente del consiglio Ue Donald Tusk, sarà ancora dedicata all’emergenza migranti. Nella bozza di conclusioni si prevede, tra l’altro, un’accelerazione della Commissione sulla revisione del regolamento di Dublino. E secondo autorevoli fonti europee non si esclude che al summit il premier Matteo Renzi possa arrivare con una sua proposta.

Al centro delle discussioni sarà comunque il progetto sulla nuova agenzia Ue sulle guardie di frontiera ed in particolare il meccanismo per intervenire anche in caso di uno stato riluttante. La procedura decisionale che si vorrebbe adottare per attivare questa possibilità è ciò che in termini tecnici si definisce di ‘comitologia’, ovvero riunioni di esperti degli Stati, che approveranno a maggioranza qualificata.

A differenza di Frontex, il nuovo organismo avrà mandato di ricerca e salvataggio dei migranti in mare e per le risorse non dovrà più contare sulle offerte. Lo staff verrà aumentato da 400 ad un migliaio di persone, anche operativi, oltre ad un pool di almeno 1500 guardie di frontiera che saranno rese disponibili dai Paesi, in modo obbligatorio, secondo indicatori percentuali, da mobilitare con tre giorni di preavviso. Potrà acquistare equipaggiamento e disporrà di mezzi garantiti dagli Stati.

Nell’agenzia sarà organizzato un ufficio per i rimpatri, che potrà effettuare voli anche da un singolo Stato. Per facilitarne il lavoro, si propone di creare un documento di viaggio europeo per i migranti: il suo riconoscimento sarà integrato negli accordi di riammissione sia a livello Ue che bilaterale.

ANSA