Migranti, Renzi: se Merkel ha altre soluzioni le dica

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«L’Ue deve farsi carico del tema, noi abbiamo proposto gli eurobond, bene Juncker, se la Merkel e i tedeschi hanno soluzioni diverse ce le dicano, non siamo affezionati ad una soluzione. Ma sia chiaro che il problema lo deve risolvere l’Ue tutta insieme. L’Italia è tornata dalla parte di chi propone soluzioni non di chi urla». Matteo Renzi in un intervista al Tg1 è tornato a parlare della proposta italiana per una strategia comune dell’Europa sull’emergenza migranti.

«L’unico modo per aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle africane e non rischiare i viaggi della morte – ha detto Renzi – è aiutarli davvero a casa loro, facendo crescere nei loro paesi di origine delle possibilità di lavoro. Io credo che l’Europa debba farsi carico di questo problema. Noi abbiamo proposto gli Eurobond» ha detto il presidente del Consiglio parlando anche del risultato del referendum sulle trivelle.«La consultazione è finita, il popolo italiano ha parlato, è finita 70-30 e ora chi ha perso spiega che ha vinto, non perde mai nessuno nelle elezioni italiane» ha detto aggiungendo: «Ora preoccupiamoci di mantenere il nostro mare pulito – ha aggiunto – perché gli italiani ci chiedono di lavorare non di litigare». E a proposito della mozione di sfiducia calendarizzata per domani pomeriggio in aula al Senato ha sottolineato: «Siamo affezionati alle mozioni di sfiducia, ce ne fanno una ogni quindi giorni, quando sono stanchi una al mese».

Comunali: Renzi, si vota per primo cittadino non per premier
«Si vota per il primo cittadino e non per il primo ministro» ha puntualizzato il premier Renzi. Nell’intervista ha parlato anche delle prossime elezioni amministrative aggiungendo che certo alcune scelte locali possono influenzare quelle nazionali. «Se a Roma – esemplifica – vince il candidato contro le Olimpiadi ci sono conseguenze per il governo nazionale che le Olimpiadi le vuole fare».

Riforme:Renzi,non è voto su me ma se perdo vado a casa

Parlando poi del referendum confermativo sulle riforme istituzionali ha ribadito: «La domanda di ottobre non riguarda il governo ma riguarda se si vuol cambiare la Carta e rendere più semplice la politica. Se noi saremo bravi a spiegare le nostre ragioni otterremo un consenso ma il voto sulla persona non c’entra niente. Certo io se perdo vado a casa» ha aggiunto il premier.

Il Sole 24 Ore