Migranti, navi Ue per aiutare l’Italia

Angelino Alfano

ROMA A fine giornata il ministro Angelino Alfano incassa il «vivo apprezzamento» del capo dello Stato. C’è un piano di lavoro per ottenere l’aiuto dell’Europa in materia di immigrazione. Se n’è parlato ieri, durante l’incontro tecnico, con tra i delegati del Viminale, i rappresentanti di Frontex, quelli della Commissione europea e del ministero degli Esteri di Malta. Ed oggi il ministro ne disuterà con la commissaria per gli Affari interni Ue Cecilia Malmstrom. Una cosa è certa: Mare Nostrum, a ottobre, compirà un anno e non sarà sostituita da un programma europeo. Se l’Ue interverrà, creando ”Frontex plus”, lo farà navigando nel Canale di Sicilia a fianco delle navi italiane. I costi devono ancora essere valutati e la proposta dovrà avere il via libera della commissione. In cambio l’Ue chiede all’Italia un impegno concreto sui fotosegnalamenti. Una polemica che nei giorni scorsi aveva riaperto il ministro degli Interni bavarese: «L’Italia – ha detto Joachim Hermann – ignora le leggi sui rifugiati per non farsene carico». E sempre dell’Europa arriva la richiesta di intensificare i nostri rapporti di cooperazione con i paesi africani per evitare le partenze. E in soccorso di Alfano ieri, è arrivato anche il monito dell’Onu: «Non dovrebbe esser lasciato a un solo paese il compito di far fronte al massiccio flusso di migranti», ha detto il portavoce Stephane Dujarric. Intanto l’Alto commissariato Onu per i rifugiati ha presentato a Ginevra il rapporto annuale: 1889 vittime del mare dall’inizio dell’anno.
IL PIANO
L’obiettivo è definire un pacchetto da portare al prossimo Consiglio dei ministri degli affari interni Ue, in programma per il 9 e 10 ottobre, per ottenere il consenso dei 28 Paesi. In termini politici sarebbe un primo passo verso quella ‘exit strategy’ dall’operazione Mare Nostrum. Oggi il colloquio tra Alfano e la Malmstroem, il cui mandato scadrà comunque tra pochi giorni, sarà decisivo. Il piano prevederebbe, il rafforzamento del ruolo di Frontex e un maggior coinvolgimento degli altri Paesi. Le navi, certamente francesi e spagnole, navigherebbero insieme a quelle italiane impegnate nell’operazione Mare nostrum. Il dispositivo europeo prevederebbe un comando unico, che inizialmente potrebbe essere italiano. Oggi Alfano, dopo l’appuntamento a Bruxelles, incontrerà a Roma il suo omologo francese. Un altro passaggio fondamentale per la definizione del progetto. Ieri, nel corso dell’incontro tecnico, sono state valutate anche le cifre. Il pattugliamento d’altura di una sola nave costra circa 22mila euro al giorno. E attualmente in campo ce ne sono cinque ogni giorno. Alle spese vanno aggiunti anche i costi di manutenzione e il mantenuimento dei migranti. Tutti elementi che i Paesi membri non potranno non prendere in considerazione. 
LE CONDIZIONI
Dopo le polemiche degli ultimi giorni l’Ue, in cambio del proprio intervento, pretende però alcuni impegni. A cominciare da quello sui fotosegnalamenti. «L’Italia, in molti casi intenzionalmente – aveva accusato nei giorni scorsi il ministro dell’Interno tedesco Herman – non prende i dati personali o le impronte digitali, il che significa che i rifugiati possono chiedere asilo in un altro Paese, senza tornare in Italia». A fronte dell’aumento record delle richieste di asilo nel suo paese aveva puntato il dito contro Alfano che chiedeva aiuto all’Europa in materia di immigrazione, ma non si sarebbe curato «di rispettare le disposizioni europee in materia d’asilo». E altri episodi erano già avvenuti a Calais. Ma per la nascita di un’eventuale ‘Frontex plus’ occorre ancora definire definire le zone e la portata degli interventi. L’Europa pretende dall’Italia anche un’intensificazione dei rapporti di cooperazione almeno con Niger, Sud Sudan e Tunisia, per arginare i flussi di migranti e impedire che le navi arrivino nelle nostre acque territoriali. Una misura che non risolverebbe comunque l’emergenza dei diperati che fuggono dala Libia. 

IL MESSAGGERO