Migranti, Mogherini all’Onu: distruggere i barconi, l’Europa non può fare da sola

Federica Mogherini

Se c’è una frase con cui Federica Mogherini ha meglio dipinto la nuova atmosfera che si respira al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul problema dei migranti è stata questa: «Quel che ho constatato in tutti i membri è la forte volontà politica di dibattere di come salvare le vite e allo stesso tempo di come smantellare le organizzazioni criminali».
E’ raro che i 15 Paesi che siedono al Consiglio esprimano tutti una stessa volontà. Ed è quindi legittimo pensare che la complessa manovra lanciata dall’Italia in collaborazione con Francia, Gran Bretagna, Lituania e Spagna possa sortire quel che l’Alto rappresentante della politica estera Ue è venuta a proporre ben due volte in meno di due settimane: una «partnership comune e globale» per affrontare la tragedia dei migranti non solo in loco, ma a monte, nei paesi di origine. Ieri, dopo l’intervento di Mogherini al Palazzo di Vetro, si cominciava a parlare di una prima bozza di risoluzione. Nulla è ancora trapelato, ma la signora ha messo in chiaro che l’Ue si aspetta semaforo verde per un ambizioso piano che comprende non solo di salvare le vite in mare, «senza rimandare indietro nessuno», ma anche di «affrontare i problemi che spingono la gente a un viaggio della disperazione, e cioè le guerre, la povertà, la violazione dei diritti civili».
I primi punti su cui trovare un accordo sono i più pressanti: «Salvare vite e smantellare il network dei trafficanti». Un’azione umanitaria e un’azione di polizia. Sulla seconda, che potrebbe comportare il tentativo di identificare e distruggere i barconi dei trafficanti, Mogherini ha ribadito che l’Ue è pronta a intervenire prendendo a modello la risoluzione adottata nel 2009 per la lotta alla pirateria al largo delle coste della Somalia: «Agiremo nel rispetto delle leggi internazionali e in cooperazione con la Libia» ha asserito.
LE POSIZIONI
Dal canto suo, l’ambasciatore libico ha chiesto garanzie: «Non permetteremo un’operazione militare in Libia – ha ricordato Dabbashi – consentiremo solo un’azione coordinata tra l’Ue ed il governo legittimo di Tobruk, che sia un’azione azione umanitaria». Nelle ore prima che si tenesse la seduta del Consiglio e che Mogherini presentasse la richiesta europea di intervento Onu, era circolata la voce che sia l’ambasciatore russo che quello libico si fossero detti contrari all’ipotesi di un’azione contro i barconi dei trafficanti. L’incaricata della politica estera Ue è invece stata chiara: «Non ho incontrato resistenze», ha ripetuto. Ha aggiunto che «rimane da fare molto lavoro», ma ha anche precisato con soddisfazione che «per una volta l’Ue e l’Onu stanno lavorando velocemente e in piena collaborazione».
La presenza di Mogherini al Palazzo di Vetro due volte in pochi giorni non è passata inosservata. Fonti del Consiglio di Sicurezza hanno fatto sapere che l’insistenza della signora è stata interpretata come una «volontà europea di agire con serietà». Gli stessi russi, che finora avevano guardato con freddezza a ogni nuova proposta sulla Libia, sembrano essersi ammorbiditi, forse proprio grazie all’insistenza con cui Mogherini ha assicurato che l’Ue intende agire di concerto con il paese, appoggiandosi anche al negoziatore Onu Bernardino Leon che sta tentando da qualche settimana di portare le fazioni libiche a un tavolo negoziale.

Il Messaggero