Migranti, l’Europa triplica le risorse Renzi: passo avanti Scontro sull’asilo

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Triton triplica ma non cambia pelle. Il Consiglio europeo porta da tre a nove i milioni di euro le risorse disponibili, aumentano anche le dotazioni di aerei e navi, ma il pattugliamento resta a trenta miglia marine e Frontex continuerà nell’operazione di controllo e pattugliamento dei confini. Nessun Mare nostrum europeo, quindi, e nessun blocco navale ma il via ad un’operazione di polizia internazionale che – previa autorizzazione dell’Onu – dovrebbe permettere di affondare i barconi nei porti e di arrestare chi commercia in esseri umani. Renzi esulta per la prova di solidarietà data per la prima volta dall’Europa: «È un passo avanti straordinario e al consiglio di giugno verificheremo l’attuazione degli impegni presi».
IL RISULTATO
Le ultime e tragiche stragi di migranti nel Mediterraneo hanno alla fine scosso il solitamente duro cuore dei Ventotto. Il minuto di silenzio osservato dai leader europei prima dell’inizio del Consiglio straordinario è forse il segno di un cambio di passo da parte dell’Unione che sinora aveva lasciato i singoli stati a gestire le emergenze provocate dagli sbarchi e dai richiedenti asilo. Renzi stavolta chiede e ottiene che l’Italia, come Malta e la Grecia, non vengano lasciate sole e riesce a trasformare il problema degli sbarchi e della situazione in Libia, in un problema di tutti.
LA GIORNATA
Il presidente del Consiglio arriva nel palazzo di Justus Lipsius dopo aver partecipato al vertice del gruppo socialista europeo ed aver incontrato nella sede della rappresentanza italiana a Bruxelles, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande e il primo ministro inglese David Cameron. È quest’ultimo a precisare subito, prima dell’inizio della riunione, i confini del contributo britannico: «La Gran Bretagna offre uno dei pezzi forti della Royal Navy, la nave portaelicotteri Bulwark, tre elicotteri e due pattugliatori» ma a condizione «che le persone salvate saranno portate nel Paese sicuro più vicino, probabilmente in Italia, e che non chiederanno asilo nel Regno Unito». Il nodo, che prolunga oltre il previsto la riunione, è proprio la distribuzione dei migranti aventi diritto d’asilo nei paesi europei. Numericamente si tratterebbe di una goccia, ma Cameron ha le elezioni tra d’una quindicina di giorni e mette le mani avanti. Renzi non dà molta importanza alla precisazione inglese mentre sottolinea «la disponibilità di David a lavorare in Consiglio di Sicurezza dell’Onu» per arrivare a quella missione di pacificazione in Libia che dovrebbe impedire gli sbarchi. «Mi conforta che alcuni Paesi hanno dato la loro disponibilità ad ospitare delle persone», sottolinea Renzi. E la Merkel: «La strada può essere rivedere l’accordo di Dublino».
LE DIVISIONI
A dividere ha provveduto il timore di trasformare la missione di controllo e pattugliamento dei confini in un’operazione di salvataggio sul modello di Mare Nostrum o, peggio, in un’azione militare. A spiegarlo è la cancelliera Merkel che riassume i timori dei paesi del Nord Europa: «Sono stata io a sollevare la questione della portata di Triton perché ho notato che c’è una comprensione diversa su quello che può fare». «Saranno i fatti a parlare» sostiene Renzi secondo il quale stavolta non sarà possibile insabbiare la decisione presa ieri perché «il documento entra nei dettagli e presto faremo la verifica» sul «grande passo avanti compiuto dall’Europa».

Il Messaggero