Migranti, Lega: «Blocco prefetture» Renzi: incentivi a chi accoglie Il Viminale: 5 mila trasferiti al Nord

Il segretario della Lega Roberto Maroni durante la conferenza stampa nella sede milanese del partito, in via Bellerio, 23 ottobre 2012.
ANSA / MATTEO BAZZI

Dopo la provocazione lanciata domenica dal governatore lombardo — duro l’affondo contro i Comuni che avessero accettato di accogliere i migranti, pena «il taglio dei fondi» — Maroni si scaglia nuovamente contro il problema delle quote da ripartire nelle diverse regioni italiane. Chiarendo che la sua non era affatto una boutade: «Ci stiamo pensando e ho incaricato l’assessore all’economia Garavaglia, per capire in che modo tagliare i fondi», ha ribadito il presidente della Regione Lombardia. Più che uno spauracchio, a quanto pare, una minaccia concreta. «Stiamo facendo una serie di proposte, una cosa certa è che si può fare. Parlo dei fondi della Regione, decido io dove metterli. Se io dico che si può fare, lo faccio». Maroni, poi, non ha risparmiato frecciate all’indirizzo del premier Matteo Renzi: «Prima era sempre colpa di Berlusconi, ora di Maroni. Il presidente del Consiglio deve risolvere i problemi e non dire è colpa tua è colpa mia: siamo alle comiche». Maroni ha anche difeso il peso della «sua» Regione nel gestire gli imponenti flussi migratori: «La Lombardia è la terza in Italia per numero di immigrati accolti — ha sottolineato — . Non accetto più che il governo decida scavalcandoci» . E ancora: «Renzi invece di fare polemiche dia alla Lombardia i 160 milioni che vanta per le spese sanitarie per gli immigrati». All’esecutivo, accusato di non saper gestire l’emergenza («Siamo alle comiche») Maroni ha chiesto «che si faccia battaglia in Europa. Renzi picchi i pugni sul tavolo e prenda per il bavero i ministri dei vari Paesi».

Renzi: toni apocalittici? È il business della paura

«La situazione è difficile ma non apocalittica. Di fronte ai problemi non si urla, si affrontano. Inviterei tutti, anche i governatori della regioni, a recuperare il buon senso e il principio della buona amministrazione», è stato il commento del premier Matteo Renzi, a margine del G7. «È facile dire “occupiamo le prefetture” —prosegue Renzi —. Ora serve risolvere il problema, non urlando più forte, ma risolvendo i guai combinati dagli stessi che oggi stanno urlano. E in alcuni casi i nomi sono gli stessi. Ci sono le firme sotto i documenti delle politiche sugli immigrati».

«Bisogna prendere atto che la situazione così com’è non va, ci siamo dati una tempistica da qui al Consiglio europeo e cercheremo di portare a casa dei risultati — ha detto ancora Renzi —. Stiamo usando il metodo Maroni, dividendo in tutte le Regioni. Il nuovo metodo è lavorare sulla cooperazione e coinvolgere l’Europa, che non è stato fatto in passato per scelta. Dobbiamo dare incentivi, anche nel patto di stabilità, a quei Comuni che ci danno una mano nel gestire l’accoglienza dei migranti». Poi il presidente del Consiglio aggiunge: «Chi parla di immigrazione con toni apocalittici lo fa per non guardare ai risultati economici. È il business della paura».

Viminale: 5 mila al Nord

Al Viminale intanto ci si muove su due fronti: il trasferimento dei profughi in quelle Regioni che non hanno raggiunto la massima capienza e – se dovessero mancare altri posti – la requisizione degli edifici pubblici, caserme comprese, dove ospitare gli stranieri. Già martedì potrebbe cominciare il trasferimento in pullman delle persone appena arrivate e sistemate nei centri del Sud Italia: si tratta complessivamente di oltre 5 mila migranti salvati nelle ultime 48 ore. Il ministro Angelino Alfano risponde chiaro all’attacco di Maroni: «Vorrei tranquillizzarlo, farò ciò che fece lui al mio posto e chiederò ai sindaci ciò che ha chiesto lui il 30 marzo del 2011 in piena emergenza immigrazione».

Salvini: «Blocchiamo le prefetture»

Sulla questione è intervenuto anche il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, che ha annunciato: «Siamo pronti a bloccare le prefetture e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini». Salvini ha poi ricordato: «Se Renzi e Alfano pensano di prendere il Nord come soggiorno per i clandestini hanno sbagliato tutto». Incalzato sull’ipotesi che sia stato lui a suggerire a Maroni il blocco dei fondi ai comuni solidali, il numero uno del Carroccio ha però negato: «È tutta farina del suo sacco e di quello di Zaia. Se vengono criticati vuol dire che hanno ragione e che hanno centrato il problema».

Il prefetto di Milano: «Centri pieni, ma pronti a fare la nostra parte»

Tirato per la giacca sul tema dell’immigrazione, il prefetto di Milano ha risposto così all’attacco della Lega: «Milano attende le direttive e gli invii che il Governo effettuerà e risponderà secondo i criteri generali». Quanto alla lettera di Maroni, che minacciava di diffidare i prefetti lombardi «dal portare nuovi clandestini», Tronca ha chiarito di non aver ricevuto «nessuna lettera o indicazione — . Sono vicende di carattere politico che non spetta al prefetto valutare». «I centri di accoglienza sono abbastanza pieni — ha ammesso Tronca — , ma siamo sempre pronti a fare la nostra parte in termini di solidarietà».

Boldrini: «Paese sia coeso»

Al governatore lombardo ha risposto, a stretto giro, la presidente della Camera, Laura Boldrini: «Chi ha un ruolo istituzionale deve agire sempre con senso di responsabilità. Quando ci sono momenti difficili tutto il Paese deve saper rispondere, in modo coeso». «Nei momenti difficili — ha sottolineato la seconda carica dello Stato nel corso di un convegno alla «Sapienza» di Roma — tutto il Paese deve saper rispondere e questo significa fare sistema e dimostrare anche agli altri Paesi che l’Italia non si tira indietro di fronte alle sue responsabilità». L’Italia, ha proseguito, «è un grande Paese che ha risposto in tante fasi storiche alle sue responsabilità e lo farà anche in questo caso. Dobbiamo dare l’esempio e dimostrare che siamo un Paese coeso».

Pisapia: «Maroni si legga il Vangelo»

Nella polemica a distanza, sempre più accesa, si è inserito anche il sindaco di Milano:«Chi divide e fa demagogia non solo non aiuta ma dovrebbe forse vergognarsi», è stato il duro attacco di Giuliano Pisapia. Che, sull’immigrazione, ha aggiunto: «È certamente un problema delicato e complesso che bisogna superare senza demagogia e populismo, ma cercando di unire le forze per dare una risposta all’emergenza». Il primo cittadino ha anche minimizzato il diktat di Maroni sul taglio dei fondi: «Il presidente lombardo sa benissimo che non rientra nei suoi poteri quello che ha minacciato di fare». Non solo. «Visto che è credente», Pisapia ha invitato l’ex ministro dell’Interno a «leggersi il Vangelo». L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ricorda però che nella città di Milano non ci sono più posti disponibili per i profughi: «Abbiamo ottocento letti strapieni. Anche perché, mentre dal Viminale se ne fregano e ignorano lo sforzo della nostra città, da noi arrivano ogni giorno centinaia di persone spontaneamente. È impossibile quindi che il Prefetto ci chieda di accoglierne altre. Ci sono decine di città lombarde a cui si può bussare», dice Majorino.

Corriere della Sera