Migranti, ipotesi Fassino coordinatore. Alfano: “Fatto io il suo nome a Renzi”

Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, durante la conferenza stampa a seguito della riunione dei i sindaci italiani sul tema dell'Imu, il 27 agosto 2013 a Roma. ANSA/GUIDO MONTANI

Rumors di palazzo vorrebbero Piero Fassino a capo del coordinamento nazionale per tutte le politiche sull’immigrazione. L’ipotesi inizia a farsi strada anche se dall’entourage dell’ex sindaco di Torino e presidente dell’Anci non arriva alcuna conferma. Bocche cucite, quindi, ma non per il ministro dell’Interno, Angelino Alfano che taglia corto: “Non c’è nessun commissariamento: le parole ‘commissario’ e ‘cabina di regia’ servono per creare in questa fase di campagna elettorale frizioni che non esistono. Con Renzi su questo argomento andiamo d’amore e d’accordo e non si litiga certo per una competenza che fa perdere voti”.

Secondo indiscrezioni Fassino, che resterà alla guida dei comuni fino a circa metà ottobre, sarebbe in procinto di assumere un ruolo nazionale di coordinamento delle tematiche e problematiche sull’immigrazione. Per Alfano, del resto, “c’è un frazionamento di competenze che rende necessario un coordinamento”, spiega a margine di una iniziativa al Csm. Il titolare del Viminale, poi, ricorda di essere stato lui a fare il nome di Fassino a Renzi: “Sono stato io a suggerire con una nota scritta al presidente del Consiglio il suo nome come una persona che, finito il suo mestiere all’Anci, potrebbe fare un lavoro complementare a quello che ciascuno di noi sta facendo”.

Il tema della necessità di un coordinamento unico delle politiche sull’immigrazione è stato affrontato dallo stesso premier Matteo Renzi alcuni giorni fa, a New York, dopo il fallimento del vertice di Bratislava: “L’Italia è in grado di fare da sola, io ho pensato che l’Europa potesse dare delle risposte e avere un’anima oltre le regole: se non hanno interesse faremo da soli”, aveva avvertito il premier. E, in particolare, quanto alla cabina di regia a palazzo Chigi, Renzi aveva precisato: “Diffido sempre di espressioni come cabina di regia: ci vediamo regolarmente con tutti i ministeri interessati, con l’Anci e siamo pronti a discutere di un metodo di lavoro più coordinato se necessario”.

L’ipotesi Fassino solleva le critiche del centrodestra: “Se davvero Piero Fassino, o chiunque altro, venisse nominato commissario a Palazzo Chigi per le politiche sull’immigrazione confido che il ministro Alfano abbia un sussulto di dignità e si dimetta l’istante successivo, perché è evidente che questa nomina sarebbe la conferma del fallimento del suo lavoro”, afferma il leghista Calderoli, mentre Forza Italia con Gasparri
aggiunge: “Così non si va da nessuna parte, Renzi pensa di risolvere i suoi problemi congressuali e, dopo aver riciclato Errani, ora guarda a Fassino come super commissario all’immigrazione. Che ne pensano al Viminale e negli altri ministeri che saranno svuotati di poteri?”.

La Repubblica