Migranti, indagini dell’Antiterrorismo: rischio infiltrazioni attraverso nozze combinate

Operazione anti-terrorismo della polizia belga nel quartiere ebraico di Anversa.

Un’indagine del nucleo antiterrorismo è stata avviata per chiarire se ci siano matrimoni combinati tra italiani indigenti e immigrati, per avere il permesso di soggiorno e se dietro questa procedura ci sia il rischio di infiltrazioni pericolose in Italia. Lo rivela l’Ansa che cita fonti della Questura di Roma. Spose italiane sarebbero reclutate nelle mense per i poveri e nelle case occupate della Capitale.

La sezione antiterrorismo ha intercettato un movimento sospetto due giorni dopo l’attentato al Cairo dello scorso 11 luglio, quando all’organizzazione clandestina che gestirebbe il giro di nozze combinate sarebbero arrivate due richieste urgenti con offerte di pagamento raddoppiate. Spiccherebbe in particolare la richiesta di un siriano, che ha concluso la trattativa mentre era in attesa nel deserto.

In generale, le tariffe pagate dagli stessi immigrati alla rete clandestina che combina i matrimoni sono di alcune migliaia di euro. Alla futura sposa italiana viene fornito un biglietto aereo per l’Egitto, dove vengono celebrate le nozze, spesso prima con rito religioso copto o cattolico, poi avviene la registrazione del matrimonio nel Paese di origine e in Italia. A distanza di qualche mese arriva poi la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari e, con una prospettiva temporale molto più lunga, la richiesta di cittadinanza. Anche se per la maggior parte degli sposi extracomunitari l’Italia rappresenta solo una via di accesso ad altri Paesi europei. L’intero affare è di novemila euro.

“Ne abbiamo organizzati recentemente almeno una decina”, spiega all’Ansa A., un quarantenne italiano coinvolto nel traffico, che oltre a girare si occupa della parte burocratica sbrigando le pratiche e procurando i documenti da portare all’ufficio anagrafe. “Dal Cairo, attraverso l’ambasciata italiana – aggiunge – arrivano la richiesta di matrimonio e una volta ottenuti i documenti necessari si parte per l’Egitto.

È chiaro che attraverso le nostre conoscenze riusciamo ad avere delle facilitazioni in Egitto ma nell’arco di un paio di settimane l’uomo o la donna italiana appena sposata viene liquidata del suo compenso e può tornare a casa”.

La Repubblica