Migranti, boom di arrivi: in meno di nove mesi sono già 130mila

Sbarchi Immigrazione Lampedusa

ROMA Un primato dopo l’altro. Sempre più sbarchi, sempre più morti. Ma intanto che cosa fa l’Europa? Frontex Plus potrà mai sostituire la missione Mare Nostrum? Carlotta Bellini, responsabile per la protezione minori di “Save the Children”, si appella ai Paesi europei perché «uniscano gli sforzi, non si fa abbastanza». Il numero dei migranti che sta partendo dalla Libia «è costante e molto alto». L’altro ieri, secondo i dati ufficiali del Viminale integrati sul campo dagli operatori di “Save the Children”, si è toccata quota 129.500. Sono per lo più eritrei, siriani, egiziani, somali e sub-sahariani. Almeno 14.200 le donne, circa 20.500 i minori (9.800 dei quali accompagnati, 10.700 non accompagnati). Dal primo al 15 settembre gli arrivi sono stati 17mila (almeno 2mila donne e circa 2.750 minori, 700 dei quali non accompagnati) a riprova dell’escalation. Quel che è più grave è che aumentano i naufraghi. «Un numero altissimo», avverte la Bellini. «Secondo le stime almeno 600, in realtà molti di più».
SCONTRO CON L’EUROPA

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, punta alla sostituzione di Mare Nostrum con l’operazione europea Frontex Plus fra ottobre e novembre, ma Bruxelles insiste che non è così. «Il mandato della missione europea è limitato al pattugliamento delle coste e non ha una capacità paragonabile a quella della Marina Italiana», spiega la Bellini. «Se non ci saranno più navi e più elicotteri dei Paesi europei, sarà necessario confermare l’operazione italiana, che può contare su pattugliatori e fregate». Anche il costo previsto è incongruo. Aumentano gli sbarchi e i morti, ma il costo della missione UE sarebbe di circa 3 milioni di euro al mese, un terzo rispetto agli oltre 9 di Mare Nostrum. E questo già dà il senso dell’indifferenza europea e delle vane promesse del Commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom, ribadite ieri in una nota: «Dobbiamo aumentare urgentemente i nostri sforzi per combattere le attività orrende dei contrabbandieri responsabili della morte di centinaia di donne, uomini e bambini che cercano di attraversare il mare verso una vita migliore. La Commissione Europea sta già lavorando su un piano Ue che si concentrerà sul dialogo politico e la cooperazione coi paesi terzi» e poi sul «miglioramento della cooperazione e condivisione dell’intelligence tra gli stati membri, i paesi terzi interessati e le agenzie dell’Unione Europea (Europol, Frontex e l’ufficio europeo di sostegno all’asilo)». E i mezzi navali? Silenzio. Eppure Michele Cercone, portavoce della Malmstrom, ha detto che i morti nel Mediterraneo «non sono incidenti, sono omicidi». Per la Bellini ci vuole «un apparato simile a Mare Nostrum, con risorse adeguate e un impegno che al momento non c’è».
IL PIANO COMUNE

L’ipotesi su cui lavorano Roma, Bruxelles e Varsavia (sede di Frontex) è una sinergia tra il pattugliamento europeo a ridosso delle coste italiane (nel limite delle 30 miglia) e la nostra Marina in posizione avanzata verso la Libia. Il ministro Alfano parla di fine della missione italiana mentre il direttore di Frontex, Jil Arias, ascoltato dall’Europarlamento, sostiene che Frontex «non può sostituire» Mare Nostrum. Intanto solo ieri tra Salerno, Porto Empedocle e Catania gli sbarchi sono stati più di mille.

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