Messi show, Argentina 1ª. Ma passa anche la Nigeria

MESSI_ARG

Finché c’è Messi, questo Messi, l’Argentina può stare tranquilla e sognare in grande. Una doppietta e la vivace Nigeria s’inchina, consolandosi col secondo posto utile per gli ottavi da giocare contro la Francia. Immenso Leo. Sempre in gol, sempre decisivo. E siamo a quattro gol, tre capolavori e un gol da centravanti di sfondamento, come si diceva una volta. Quattro gol in due partite e mezzo perché giustamente poi Sabella lo toglie. Metti che si faccia male… L’Argentina ai piedi del suo piccolo gigante passa il turno con tutte vittorie e agli ottavi sfiderà la Svizzera. Solo la Colombia finora ha fatto altrettanto. Guarda caso l’altra nazionale che ha un giocatore che ha segnato in tutte e tre le partite: il talento del Monaco James Rodriguez. Era dai tempi di Maradona che un argentino non segnava quattro gol di fila ai Mondiali. Il pibe li fece nei momenti cruciali: due ai quarti e due in semifinale di Messico ’86. Messi ci arriva adesso e pare pronto al sorpasso.

PIU’ GIOCO — Stavolta, oltre a Messi s’è visto qualcosa di più. Questa è stata la miglior gara dell’Argentina al Mondiale. Almeno in attacco. Basta una parola per spiegarne le ragioni: spazio. La Nigeria li ha lasciati al contrario dell’Iran e, per certi versi, anche la Bosnia. Così lo strepitoso Di Maria ha cominciato da subito a martellare ai fianchi gli africani. E in mezzo sia Mascherano che Gago potevano innescare le punte. Higuain però è ancora fuori forma e Aguero stenta. Il suo infortunio ha permesso a Sabella di provare presto Lavezzi, che è andato molto meglio. Il gol del vantaggio è arrivato subito grazie a un percussione e tiro di Di Maria rimbalzato due volte sul palo. E’ piombato Messi, chi se no, e ha messo sotto la traversa come il più consumato dei galeotti d’area. Il pari immediato di Musa con un bel tiro a girare è arrivato come fosse un caso (difatti sarà l’unico tiro porta del primo round). L’Argentina ha continuato (64% di possesso palla) a menare la danza e Di Maria ha continuato a martellare il povero Enyeama. Che ha strappato dall’incrocio una punizione di Messi ma non ha potuto far nulla sulla seconda.
DIFESA, OCCHIO — All’alba del secondo round, Musa ha infilato per la seconda volta Romero. E qui s’è scoperta l’altra Argentina: quella che soffre se viene attaccata, quella che in difesa qualche lacuna ce l’ha. Qui Fernandez ha lasciato passare il peperino nigeriano, Garay era fuori posizione. Nel primo Zabaleta non aveva contrastato con efficacia Musa. Rojo, sempre il meglio che c’è in difesa, s’è anche incaricato di firmare il gol partita, sfiorando un corner di Messi. Che poi è uscito tra l’esaltazione dei tifosi argentini che hanno riempito lo stadio.
GAZZETTA DELLO SPORT