Merkel, sponda al premier «Ok l’Italia sulle riforme»

ANGELA MERKEL 1

FIRENZE Una notte al museo. Non ci sono faraoni, o mummie, ma i capolavori del Rinascimento, da Botticelli a Leonardo e Michelangelo. Matteo Renzi gioca in casa il bilaterale con Angela Merkel che ieri sera è arrivata a Firenze direttamente da Davos facendosi precedere da una dichiarazione estremamente benevola nei confronti del governo: «Finalmente in Italia si vedono sforzi importanti sul fronte delle riforme». Renzi ricambia il dono con un prezioso vaso molato dagli artigiani di Locchi, storica bottega fiorentina, e mostrandole la bellezza della città che per un giorno è a completa disposizione della Cancelliera.
LA SERATA
Con l’immancabile giacchetta, stavolta giallo-canarino, la Merkel arriva in serata all’hotel Savoy assediato da curiosi e da un impressionante schieramento di polizia e carabinieri. I due capi di governo, distanti sui temi di politica economica, si piacciono. La Merkel, che di presidenti del Consiglio italiani ne ha conosciuti una mezza dozzina, apprezza la determinazione del Rottamatore che ricambia riconoscendo la leadership in Europa della Cancelliera. Il primo incontro tra i due risale a luglio del 2013 dopo che la Merkel lesse un’intervista sull’Europa che l’allora sindaco di Firenze diede ad un giornale tedesco. Prima di altri, la Merkel capì che quel sindaco faceva sul serio e lo invitò a Berlino. Di quella intuizione la Merkel ha avuto modo anche di vantarsi in patria e in questi mesi con Renzi ha intrecciato un rapporto molto stretto che ha permesso ai due leader, uno del Ppe e l’altro del Pse, di spartirsi le poltrone europee della Commissione. Ad ogni vertice europeo i due avviano un braccio di ferro sul documento finale disputandosi anche le virgole, ma tra loro non c’è solo contrapposizione ma anche molto gioco di squadra. Quasi una divisione dei ruoli, con Renzi che picchia duro sulle burocrazie e gli «zero-virgola», e la Cancelliera che tiene a bada falchi del suo partito e della banca centrale tedesca spiegando ad ogni incontro al premier italiano sin dove può spingersi. Anche oggi si parlerà di crescita, di disoccupazione e degli annunciati interventi da parte della Bce di Mario Draghi. Ma la location del bilaterale serve anche a Renzi per portare la Germania dalla sua nella battaglia per il “made in” il cui selvaggio uso penalizza da anni le nostre imprese artigiane. Sempre con la sua giacca gialla, la Merkel è stata ricevuta nel Salone dei 500 da premier, sindaco e presidente della Regione Toscana. Poi la cena nel salone di Gigli con ribollita, pappa al pomodoro e vini toscani. Infine la notte al museo passando direttamente dal cavalcavia della Ninna che unisce Palazzo Vecchio alla Galleria. Con gli Uffizi aperti e il direttore Antonio Natali a fare da guida per i saloni, le delegazioni sono restate chiuse nel museo per oltre due ore per poi rientrare al Savoy.
FUORI PROGRAMMA
Il bilaterale vero e proprio si terrà in mattinata nell’Accademia delle Belle Arti e dopo una visita al David e una breve passeggiata in piazza Duomo, la cui pedonalizzazione resta il principale orgoglio del Renzi-sindaco. Secondo cerimoniale la visita dovrebbe finire prima di pranzo, ma sono possibili fuori-programma. Dalla decisione che la Merkel potrebbe prendere di pranzare in una trattoria tipica del centro di Firenze, all’incontro con Mario Gomez, il calciatore tedesco della Fiorentina che proprio ieri l’altro è tornato a segnare con una doppietta in coppa Italia.

IL MESSAGGERO