Merkel, “Siamo pronti a trattare dopo il referendum in Grecia”

ANGELA MERKEL

“L’Europa e’ piu’ forte di qualche anno fa”. Cosi’ la cancelliera tedesca Angela Merkel sulla situazione europea dopo il fallimento delle trattative per il salvataggio della Grecia.
“La Grecia ha ricevuto un’offerta generosa” ha affermato la cancelliera. Secondo Merkel “ci sono regole e principi sulle quali la moneta unica e’ costruita”. In ogni caso “se il governo greco dopo il referendum vorra’ proseguire le trattative non diremo no”.

“Se l’euro fallisce, l’Europa fallisce”, aveva detto Angela Merkel ai rappresentnati del partito conservatore, e sulla Grecia ha auspicato “un compromesso”. Merkel ha spiegato che il fallimento dell’euro sarebbe il fallimento dell’Europa e ha dunque chiesto di arrivare ad un compromesso sulla Grecia. La cancelliera ha parlato davanti ai rappresentanti del partito conservatore, all’indomani della rottura delle trattative con Atene. “Se perdiamo la capacita’ di trovare dei compromessi – ha aggiunto – allora l’Europa si perde”.
Le istituzioni non hanno mai posto un “ultimatum” alla Grecia e lo spirito e’ sempre stato europeo: come ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, “l’uscita della Grecia dall’Euro non e’ mai stata un’opzione”. Il gioco del governo Tsipras di essere da solo contro gli altri 18 paesi della moneta unica “non conviene a nessuno, e soprattutto non conviene alla grande nazione greca” ha detto Juncker, dicendo di “avere fatto di tutto per arrivare a un accordo, cosi’ come il presidente dell’Eurogruppo, e non meritiamo le critiche che ci piovono addosso”.
L’Europa funziona “se lavora per l’interesse comune e non se e’ teatro di scontri fra interessi nazionali”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, dicendo di sentirsi “un po’ tradito” da quanto successo nei giorni scorsi.
Le istituzioni impegnate nel negoziato con la Grecia non hanno messo sul tavolo nessun taglio dei salari, ne’ delle pensioni. Lo ha precisato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker parlando dell’ultima proposta messa sul tavolo dai creditori di Atene e sulla quale si e’ rotto il negoziato dopo l’annuncio del referendum, sabato scorso.

– La crisi greca affossa le borse europee e l’indice Euro STOXX 50 ha segnato il calo percentuale giornaliero piu’ profondo dal 2011. A perdere in particolare e’ il settore bancario: i principali istituti di credito spagnoli, francesi, tedeschi e italiani cedono oltre il 6%. L’indice Stoxx Europe 600 scende del 4,4%.

Bper, Tenaris, Saipem, Yoox sono state congelate per l’eccessivo scostamento di prezzo. Altri cinque titoli tra i piu’ capitalizzati – Bpm, Ubi, UnipolSai, Tod’s e Mediolanum – non sono ancora riusciti a fare prezzo. Sul listino Mondadori cede il 9,6%, Buzzi il 6,2%, Autogrill il 6,5%. Enel perde il 4,1%, Eni il 3,8%.

Borse europee in picchiata: si aggravano le perdite dell’apertura ed ora i listini cedono oltre il 4% ad eccezione di Londra che arretra del 2,27%. Francoforte perde il 4,27%, Parigi il 4,23% e Milano del 4,34%. Atene oggi e’ chiusa.

La borsa spagnola avvia la seduta con un fortissimo calo del 5,25%. L’indice Ibex e’ a 10.775 punti. La borsa portoghese ha aperto con un calo del 5%.

Vola lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ai primi scambi: il bond a 10 anni ha superato i 186 punti, con un rendimento del 2,15%. Al momento il differenziale e’ a 166 con un rendimento del 2,40%. Piu’ alto anche lo spread dei bond spagnoli e in forte rialzo, oltre i 10 punti, quello dei titoli greci a due anni.

Dopo l’impennata iniziale, lo spread si attesta a 161 punti base, con un rendimento del 2,39%.

Euro in flessione in avvio dei mercati finanziari a seguito della crisi greca. La moneta unica e’ scesa ai minimi da un mese a 1,0955 dollari sui circuiti elettronici, contro 1,1165 dollari di venerdi’ e al momento viene scambiata a 1,1070 dollari. Euro/yen a 135,9 e dollaro/yen a 122,7.

MERCATI ASIATICI IN FORTE CALO – Vanno male anche le borse asitiche nel giorno in cui la Grecia non aprira’ le proprie banche. Tokyo sta perdendo il 2,82%, Sydney il 2,24%, Seul l’1,56%, Taipei il 2,40%, Singapore l’1,35%.

Le cose vanno ancora peggio a Shanghai che gia’ aveva registrato perdite nelle ultime due settimane. Nonostante un taglio a sorpresa dei tassi di interesse nel weekend, lo Shanghai Composite Index cede il 7,35%.

AGI