Meloni: «Salvini su Raggi? Niente offese, con M5S dialogo antipremier»

Meloni

Beh Giorgia Meloni, Salvini ha detto che in un ballottaggio tra Giachetti e Raggi sosterrebbe lei. È sembrato un endorsement…
«Ma per niente. È la risposta che alla fine dai, per sfinimento, alla trecentesima domanda uguale. Successe anche a me, dissi la stessa cosa, è una frase che non significa nulla. Anche perché non solo Salvini ha detto e ridetto che al ballottaggio arriverò io, ma lo sento due volte al giorno, domani sarà qui a sostenermi. Se poi vogliamo far passare un’altra narrazione, allargo le braccia».

È innegabile però che sia lei che Salvini sembriate «flirtare» più con il M5S che con candidati moderati.
«Mi sembra normale che forze che sono all’opposizione possano condividere iniziative contro chi è al governo. Ma io considero i grillini di sinistra come Giachetti, penso che si siano normalizzati a furia di avvisi di garanzia, che come capita spesso da incendiari si siano trasformati in pompieri. Però il primo avversario resta Renzi, che prende in giro la gente, che scende in campo con il decreto sblocca Roma solo per sostenere Giachetti».
Invece è stato bloccato il decreto che avrebbe dovuto allungare il voto al lunedì: arrabbiata?
«Una delle poche idee di buonsenso di Alfano da quando è ministro dell’Interno è durata 24 ore, ci ha subito ripensato».
Inutile chiederle se lo voterebbe al ballottaggio, ma sente Marchini più vicino rispetto agli altri candidati?
«No. Il sostegno di FI non ne fa un candidato di centrodestra. La verità è che a Roma si sta svolgendo una grande seduta psicanalitica fra di candidati pd come Giachetti, ex pd come Fassina, che hanno votato Pd come la Raggi, che vengono da quel mondo come Marchini. In lui c’è una discrasia tra parole e fatti, e non parlo solo di macchine».
Insomma, il centrodestra è lei?
«Sì, ed è per questo che credo e spero che gli elettori di FI sappiano chi a Roma è pronto a rappresentare le loro istanze, le loro richieste, il loro sentire».
Ma Berlusconi ha già detto che il centrodestra c’è, che avete un programma, che la lista unica è a un passo.
«Berlusconi ha fatto una scelta diversa e ben precisa e ora parla di inesistenti accordi su programma e squadra di governo per far dimenticare ai suoi elettori che la sua mossa finisce per essere l’ennesimo favore a Renzi. Ecco, agli elettori di FI vorrei dire che, se vogliono un centrodestra non a rimorchio del governo, devono indicare la strada giusta a Berlusconi dando forza e fiducia a chi si è sempre dimostrato coerente, dalla stessa parte, all’opposizione di un governo pessimo e fermamente, totalmente di centrodestra».
Anche troppo, l’accusano di xenofobia e populismo.
«Ma per l’amor di Dio, mi dicono dove vedono populismo e xenofobia nel proporre asili nido nei condomini, il bigliettaio sul bus, il parco archeologico attorno al Colosseo, il litorale da valorizzare, la lotta all’abusivismo commerciale e abitativo, ai campi rom illegali?».
Davvero pensa di farcela, da sola, ad arrivare al ballottaggio?
«Sì, lo sento tra la gente, lo leggo nei sondaggi tenuti solo nei cassetti…».
E se alla fine restassero in campo solo Giachetti e Raggi?
«Non accadrà. Gli elettori di centrodestra non consentiranno che venga fatto l’ennesimo favore a Renzi, non si disperderanno, e convergeranno sul candidato che ha davvero la possibilità di arrivare al ballottaggio. E quella sono io».

Corriere della Sera