Mediaset, pena estinta per Berlusconi

SILVIO BERLUSCONI 5

Un foglio prestampato nel quale, in sei righe, il giudice Beatrice Crosti dichiara estinta la pena per Silvio Berlusconi. E l’ex premier torna definitivamente libero. Finisce così, con uno sconto di quarantacinque giorni per buona condotta, l’affidamento del fondatore di Forza Italia ai servizi sociali. Ieri mattina è tornato alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone, non più come obbligo imposto dal Tribunale di Sorveglianza di Milano per espiare il residuo anno di condanna dei quattro (tre indultati) per la compravendita dei diritti tv Mediaset, ma per salutare medici e pazienti. Una «pausa di serenità», l’ha definita Berlusconi, «un’esperienza toccante che desidero continuare».
INCANDIDABILITA’I dieci mesi e mezzo di affidamento, insomma, hanno dato esito «positivo». Nonostante un paio di passi falsi iniziali, con alcune frasi contro i magistrati stigmatizzate dal giudice con un richiamo ufficiale, Berlusconi si è attenuto alle regole: niente attacchi ai pm, comportamento corretto, attiva partecipazione nel lavoro svolto presso la casa di cura, effettiva volontà di recupero. Sulla base delle relazioni dell’Ufficio esecuzione penale esterna e dei responsabili della struttura di Cesano Boscone, il Tribunale di Sorveglianza – che ha esaminato il fascicolo giovedì scorso poco prima che il killer Claudio Giardiello seminasse la morte a palazzo di giustizia – ha decretato il buon esito dell’affidamento, di fatto concluso l’8 marzo. Da oggi Berlusconi recupera appieno l’”agibilità”: potrà gestire le sue società e il patrimonio senza limitazioni poiché i giudici hanno cancellato anche la pena accessoria, ovvero l’interdizione per due anni dai pubblici uffici, e sarà libero di spostarsi senza chiedere autorizzazioni, dal momento che gli verrà riconsegnato il passaporto. Durante il periodo di affidamento l’ex premier ha dovuto rispettare una serie di prescrizioni: rientrare casa entro le 11, risiedere ad Arcore cinque giorni alla settimana e a Roma gli altri due. Ma ciò che sta più a cuore al fondatore di Forza Italia per ora non è praticabile. In base alla legge Severino, rimarrà incandidabile per sei anni e dunque fino a novembre 2019, anche se può sempre giocare la carta della riabilitazione, prevista dalla stessa norma siglata dall’ex guardasigilli, che se concessa potrà consentirgli di anticipare di circa un anno il suo rientro in politica. E poi c’è l’ultima possibilità: il ricorso alla Corte di Giustizia europea per l’annullamento della sentenza Mediaset.

Il Messaggero