Mazzata Ferrari Alonso si ferma dopo soli 12 giri

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Il cielo è terso, il termometro nel pomeriggio arriva a toccare i 34°, ma sopra il box della Ferrari è come se si fosse messa in agguato la nuvoletta di fantozziana memoria. Dura 12 giri, la miseria di 64 chilometri, la seconda giornata di test di Fernando Alonso, prima che la F14 T entri un’ultima volta nel garage e le saracinesche vengano abbassate definitivamente. Non sono ancora le 11 del mattino e mentre in pista Lewis Hamilton divora chilometri con la Mercedes impegnata (assieme alla Williams) a testare le nuove gomme della Pirelli in ottica 2015, il test della rossa è già finito.

Telaio k.o. Il motivo? Analizzando i dati dopo che Fernando aveva avvertito un comportamento anomalo, i tecnici si sono accorti che il telaio della F14 T era danneggiato e per motivi precauzionali hanno decretato lo stop alle operazioni. Quella che Alonso ha portato in pista martedì nell’apertura dei test collettivi, era infatti la vettura con telaio numero 305 , affidata nel GP a Kimi Raikkonen. E venerdì pomeriggio, nel corso delle prime libere, il finlandese era stato protagonista di un brutto salto sul cordolo della curva 4 (poi modificato il giorno dopo), rompendo il fondo e la pinza del freno anteriore sinistro.

Riparazione fallita In realtà, da quello che ha fatto sapere la Ferrari, l’impatto aveva causato anche un piccolo danno al telaio, che però era stato riparato, tanto che Raikkonen era riuscito a disputare le successive libere, qualifica e gara: partendo davanti a Fernando e chiudendo subito alle sue spalle in 10a posizione. Per i primi due giorni di test della stagione, ad Alonso è stato poi deciso di affidare la macchina di Kimi. Scelta sbagliata, alla luce dei fatti, visto che con il passare dei chilometri i tecnici si sono accorti che il danno non era stato riparato ma, anzi, si stava propagandando: adesso la macchina verrà spedita a Maranello, anziché in Cina per il prossimo GP, per essere riparata. Ma intanto la Ferrari, disperatamente bisognosa di ritrovare il più velocemente possibile competitività, perde un giorno prezioso di test. Proprio il Cavallino è stato tra i più feroci promotori della necessità di provare durante la stagione, di regalare ulteriore vantaggi agli avversari non si sentiva nessun bisogno. E invece ieri persino la Lotus, fermata nel pomeriggio dalla rottura del motore («Questa mancanza di affidabilità non è accettabile, ci serve girare e non riusciamo», si sfoga Roman Grosjean) ha percorso più giri.
Chilometri E mentre un Alonso visibilmente deluso («Non ci voleva, ma che ci posso fare?») lasciava la pista, Hamilton con l’astronave Mercedes eguagliava la distanza percorsa il giorno prima da Nico Rosberg, girando al mattino con le supersoft in 1’34”136. Alle sue spalle Jean Eric Vergne che si è tolto la soddisfazione di ottenere il 2oposto con la Toro Rosso, a 1”4 dalla Mercedes, davanti a Kevin Magnussen con la McLaren. Il danese è stato protagonista di un incidente all’ora di pranzo, quando sulla sua MP4-29 si è rotta la sospensione anteriore destra.
Quarto tempo per la Force India di Sergio Perez, quindi la Red Bull di Daniel Ricciardo, a sua volta a lungo fermo al mattino per un guaio elettronico. «Abbiamo capito un po’ di cose — ha spiegato l’australiano — in Cina contiamo di essere i più vicini alla Mercedes».

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