Mazzarri: “Il gioco c’è, Palacio farà come Cavani”

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“Siamo l’Inter e dobbiamo pensare da Inter”. L’orgoglio di Walter Mazzarri viene fuori come quello della sua squadra. I nerazzurri vanno a Parma dopo tre risultati utili consecutivi e le due vittorie su rigore ottenute contro Cesena e Sampdoria: l’avversario è in crisi, il tecnico nerazzurro ne tesse comunque le lodi (“Ha fatto delle buone partite, Cassano è in gran forma”), ma poi precisa: “Non è questo che importa: se facciamo le cose bene sarà dura per chiunque, anche per il Parma”.

FISCHI E PALACIO — L’Inter vince, qualche mugugno arriva comunque. Ma Mazzarri non ci fa caso. “Non conto i fischi: siamo in democrazia, non ne parlerei nemmeno più. Mi sono sempre preoccupato che le cose che succedevano all’esterno non influenzassero i ragazzi”. Non ha certo bisogno di fischi Rodrigo Palacio, ancora a secco in campionato: “Quando un giocatore si trova due-tre volte davanti al portiere, significa che il gioco c’è e che il giocatore si capisce con gli altri e ha gamba. Magari non è lucido perché corre tanto. Si sono visti nella storia tantissimi attaccanti che in un periodo non la mettevano dentro. Lo dicevo anche a Cavani: non è mai stato un problema. Poi è importante che anche senza loro la squadra sia riuscita a vincere. Puscas e Bonazzoli? Mi stuzzicano, sono cresciuti molto, ma siamo l’Inter: questa maglia pesa. Meno incognite metto in campo e meglio è: li sto tenendo caldi se Icardi e Palacio non dovessero farcela”.
ATTEGGIAMENTO — Si diceva dell’orgoglio. Mazzarri ne ha tanto, la squadra anche, a suo parere. “La partita con la Fiorentina (3-0 per i viola, n.d.r.) venne prima della sosta, poi per qualche giocatore c’è stata la possibilità di lavorare, tipo Hernanes. Nei momenti difficili i ragazzi sono tutti convinti e uniti, remano dalla stessa parte: loro hanno tirato fuori qualcosa in più”.
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