Matteo Renzi al Financial Times: “Ok impronte ai migranti, ma poi basta”

EVENTO "TED X FIRENZE: INNOVAZIONE E OTTIMISMO"

Sui migranti “l’Italia tiene il punto dopo la discussione al vertice di Bruxelles”. Lo afferma Matteo Renzi al Financial Times. “Ora prendiamo le impronte digitali, scattiamo le foto e controlliamo le iridi, non possiamo fare di più”, puntualizza il presidente del Consiglio. “Fra luglio e agosto – ricorda – la Germania ha accolto molti rifugiati senza prendere le impronte perché Angela Merkel disse che la solidarietà viene prima della burocrazia”.

“Voto Rajoy, con l’austerity si perde” – Nell’intervista il premier commenta anche i risultati delle elezioni spagnole, spiegando: “Io non so cosa succederà a Mariano Rajoy, ma so che coloro che sono stati in prima linea come alleati fedeli delle politiche di rigore senza crescita hanno perso il posto”. “E’ successo a Varsavia, anche se lì le circostanze erano molto particolari, è successo ad Atene, è successo a Lisbona. Vedremo cosa succederà a Madrid”, sottolinea.

“Banche italiane sicure” – Il sistema bancario italiano è “solido” nel suo complesso, assicura poi Matteo Renzi, evidenziando di non avere alcuna intenzione di copiare il modello della Sparkassen tedesche ossia le casse di risparmio. “Noi abbiamo qualche piccola situazione da cui dobbiamo venir fuori, ma io non cambierei il sistema bancario italiano con quello della Germania, con il sistema delle Sparkassen”, dice il premier. “Per l’amor di Dio, con quel sistema non voglio avere nulla a che fare. Da loro copierei semmai altre cose”, insiste.

“L’Unione europea non è al servizio d’un solo Paese” – Matteo Renzi “stima” Angela Merkel, ma la Ue non è al servizio della sola Germania e il progetto North Stream per il gas russo non può avere un trattamento preferenziale. “Ho stima per Angela e un eccellente rapporto personale con lei, ma l’Europa deve essere al servizio di 28 Paesi, non di uno solo”, ribadisce.

Tracciando un parallelo fra i due progetti di gasdotto che dovrebbero collegare la Russia con l’Europa – il North Stream, a guida tedesco olandese, e il South Stream, a partecipazione italiana – Renzi osserva: l’Unoine ha “detto no a South Stream e poi, all’improvviso, abbiamo scoperto che c’è North Stream”. “Chi lo ha deciso? E’ una scelta di politica energetica dell’Ue?”, incalza, rivendicando di aver denunciato la questione relativa a questo progetto a Bruxelles. “Quando l’ho sollevata – conclude – solo Germania e Olanda, l’hanno difeso. Capisco che è un business importante, va bene, non mi scandalizzo, ma voglio sapere se le regole si applicano a tutti o a nessuno”.

TGCOM