Mattarella spiega perché serve più Europa

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I gravi problemi internazionali, drammi come quelli dell’immigrazione clandestina e del terrorismo – che stanno provocando, sia pure con modalità diverse, migliaia di morti – crisi come quelle economiche e bancarie: insomma il disordine e il terrore che stanno caratterizzando la civiltà degli anni 2000 possono trovare una soluzione nelle iniziative, nei piani che – per la sua parte – l’Ue sarà in grado di mettere in campo. E’ questo il chiaro messaggio che emerge dal discorso di auguri che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha oggi rivolto al Corpo diplomatico. Un messaggio che lascia con altrettanta evidenza intendere come al centro dell’azione politica, sociale, economica dell’Europa ci sia e ci debba essere anche in futuro il nostro paese, protagonista nei dossier immigrati, clima, missioni militari di pace. Ma soprattutto un paese, ha sottolineato Mattarella, “protagonista del disegno di integrazione europea e altresì convinto sostenitore delle profonde, radicate e sempre attuali ragioni alla base del rapporto transatlantico, cui ci sentiamo – oggi come sempre – fortemente legati”. Mattarella ha spiegato che da tempo ormai “le conquiste della comune civiltà, le nostre libere scelte di vita” sono “messe a dura prova”. Riferendosi al terrorismo il capo dello Stato ha assicurato che “nessuno di noi intende piegarsi alla paura e la risposta che tanta parte della comunità internazionale, e in essa l’Europa, sta dando è quella di reagire contrastando con intransigenza la piaga del terrorismo”. Questa emergenza, ha aggiunto, “si affronta innanzitutto conservando il nostro stile di vita” e assicurando “la cultura del dialogo”. Ma il terrorismo non è il solo dramma che l’Europa sta affrontando in questi tempi. C’è, ha ricordato il capo dello Stato, un’altra “pressante e drammatica emergenza, quella migratoria”. Parlare di chiusura totale delle frontiere oppure apertura incontrollata sono “una rappresentazione errata della realtà. Vanno invece nella giusta direzione – ha rilevato Mattarella – le ultime decisioni assunte dall’Unione europea” tese a difendere il Trattato di Schengen e ad aumentare la collaborazione tra istituzioni che si occupano di sicurezza. Chiudere le porte a “queste masse di esseri umani – ha detto Mattarella – equivale a cancellare conquiste civili e sociali” e l’Italia, di questo “rifiuto della logica di esclusione è sempre stata convinta interprete”. L’Italia, ha sottolineato “con orgoglio” il presidente della Repubblica, ha “posto tempestivamente la gravità della questione immigrati” all’attenzione dell’Europa. Per Mattarella “non esistono barriere” e c’è quindi “l’inevitabile necessità di un’azione europea impegnativa e di lungo periodo”. Ancora l’Italia, ha proseguito il capo dello Stato, ha sottolineato agli Stati membri dell’Ue e ai partner atlantici “la necessità di guardare alla sicurezza con una visione più ampia. Dobbiamo assicurare ai cittadini una rete di protezione sempre più efficiente, contro la violenza e il terrore”. Insomma, ha sottolineato Mattarella, l’Unione europea, per la sua parte, “può favorire le necessarie convergenze nelle aree di crisi che la circondano, individuando soluzioni che contrastino con la forza e l’efficacia le forze del disordine e del terrore”. L’Europa, ha messo sull’avviso il presidente, deve guardarsi dal peso crescente di quei movimenti che “mettono in discussione il percorso compiuto sinora” dall’Europa, che si presenta senza dubbio con una “architettura incompleta”. E’ allora “necessario un nuovo sforzo lungimirante per dotare l’Unione europea di strutture” che siano in grado di governare “i fenomeni globali che nel mondo si vanno delineando”. Per Mattarella “è compito delle leadership europee assumersi delle responsabilità, aiutando le generazioni a conoscere appieno e ad apprezzare il disegno comunitario”. Anche perché un’Europa “avulsa dalla realtà” per il capo dello Stato “non sarà in grado di conquistare le energie e l’impegno dei giovani”. Mattarella non ha avuto alcun dubbio, “l’Italia ha espresso grande attenzione su temi cruciali, che hanno trovato concreta espressione anche nel contributo fornito alla lotta contro la povertà e contro i cambiamenti climatici”. In questo senso, “il nostro paese si è impegnato, nell’ambito dell’Ue, per la conclusione di un valido accordo” alla conferenza di Parigi sul clima. L’Italia ha evidentemente avuto un suo impegno anche nello scenario nordafricano e mediorientale, ha ricordato Mattarella. In particolare in Libia “l’intesa interna raggiunta e l’azione di attori internazionali hanno permesso di ottenere significativi risultati” come confermato nella riunione ministeriale tenutasi proprio a Roma. Un accenno anche alla Russia e alla crisi con la Turchia. Mattarella ha riconosciuto l’impegno di Mosca nella lotta al terrorismo ma ha ricordato come debbano essere rispettati gli accordi raggiunti tra Russia e Ucraina. “Auspico anche che – ha detto – con il raggiungimento di questi obiettivi possano sopirsi le tensioni che hanno caratterizzato le relazioni tra Mosca e Ankara”. Anche perché, ha proseguito, “l’Italia e l’Unione europea stanno lavorando in questo senso e riteniamo di rilievo la ripresa del colloquio tra Unione europea e Turchia”. L’Italia, ha ricordato Mattarella, “ha sempre ritenuto – e lo ha affermato con chiarezza – che occorre continuare a lavorare tenacemente per creare condizioni che permettano di mantenere viva la prospettiva della loro futura integrazione europea”.

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