Mattarella: «Crescita priorità della Ue» Ok di Berlino alle riforme del governo

sergio_mattarella

Un debutto nel segno della continuità istituzionale, ma anche di una marcata innovazione dello stile. Sergio Mattarella ha scelto non a caso Berlino (seguendo la strada tracciata da Carlo Azeglio Ciampi e da Giorgio Napolitano) per la prima visita all’estero del suo settennato. Gli incontri con il presidente federale Joachim Gauck e con la Cancelliera Angela Merkel hanno consentito di riscontrare una ritrovata sintonia tra i due Paesi per quella che è e rimane «una relazione speciale», ma anche e soprattutto di registrare riflessioni comuni che vanno nel senso di una maggiore comprensione con un forte richiamo di Mattarella perché «l’Europa cambi passo e torni a crescere, a sviluppare la propria integrazione» e con un gradito apprezzamento di Gauck che si è detto colpito per «la velocità» e «l’efficacia» delle riforme del governo Renzi «che è riuscito a dare speranze di cambiamento» (elogio gradito da Mattarella che ha parlato di «riforme imegnative»). E non è mancato il riconoscimento del governo tedesco: «Che il presidente abbia fatto il suo primo viaggio all’estero in Germania è un segnale molto bello».
LO STILE

Ad un mese esatto dal suo insediamento, Mattarella ha affrontato con sobrietà ma anche con spigliatezza (non prevista da tutti) il suo primo delicato impegno internazionale. Non ha evitato i temi più spinosi, sottolineando nei colloqui ufficiali che l’Unione europea non è solo rigore e austerità, ma che deve risolvere la crisi che la scuote dall’interno riprendendo la via della crescita economica «perché solo così si potrà continuare ad alimentare le speranze delle giovani generazioni». «Bisogna fare di più – ha ammonito il capo dello Stato – in materia economica e monetaria. La crisi ha creato difficoltà. Serve una spinta maggiore per l’integrazione». Mattarella ha risposto senza esitazioni alle domande dei giornalisti né si è trincerato dietro facili «no comment». Così a chi gli chiedeva – durante un incontro con gli imprenditori e la nostra comunità all’Ambasciata italiana – cosa pensasse dei dati positivi dell’Istat sulla disoccupazione giovanile e la discesa dello spread, ha risposto esortando alla cautela: «Bene, ma aspettiamo dati migliori». Il problema del lavoro è stato presente anche nei quaranta minuti del colloquio con Angela Merkel. «E’ aberrante una disoccupazione del 50% in alcuni Paesi Ue», ha osservato la Cancelliera; in totale sintonia Mattarella che ha sottolineato come l’Italia non intende abbandonare la via del rigore nei conti pubblici, ma chiede che sia accompagnata alla crescita. Altri temi: Ucraina e Libia («Qui non vi lasceremo soli», ha assicurato la Merkel). La visita berlinese del capo dello Stato – accompagnato dal ministro Gentiloni – è cominciata con gli onori militari nella splendida cornice del castello di Bellevue con lo scambio di saluti con il presidente Gauck che ricorda la continuità di questa visita con l’ultimo atto di politica estera di Napolitano con il forum italo-tedesco a Torino.
I SIMBOLI

Ma non ci sono solo gli impegni ufficiali. Anche questa visita si iscrive in quella «pedagogia dei gesti» che si avvia a costituire un dato distintivo dello stile Mattarella. In questo senso va intesa il pellegrinaggio alla «Fenster des Gedenkens», la «finestra della memoria», del Muro di Berlino, simbolo della fine della guerra fredda e delle laceranti divisioni dell’Europa. Lo stesso Mattarella spiega ai giornalisti il significato del suo gesto, in linea con quell’omaggio alle Fosse Ardeatine subito dopo l’elezione al Colle: «Mi auguro che la lezione della storia sia così forte da impedire orrori simili. Qui sono cadute persone che non si potevano muovere in libertà. Non bisogna dimenticarlo. Ho ricordato l’innaturale divisione della città per decenni e l’oppressione da cui queste migliaia di persone fuggivano». Di qui il pensiero ai giovani che hanno bisogno di un’Europa più unita e coesa. In serata, Mattarella si è trasferito a Bruxelles per il secondo impegnativo appuntamento odierno con le istituzioni europee: in agenda i colloqui con il presidente della Commissione Junker, con il presidente del Consiglio europeo Tusk, con Federica Mogherini, con il presidente dell’Europarlamento Schulz e con gli europarlamentari italiani. Nel pomeriggio visita anche ai reali del Belgio.

Il Messaggero